7.5
- Band: MASTERPLAN
- Durata: 00:52:24
- Disponibile dal: 27/02/2007
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
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Il terzo disco dei Masterplan segna un importante traguardo per la band solista dell’ex-Helloween, Roland Grapow. Già, perché sebbene dal secondo disco “Aeronautics” siano passati due soli anni, la line-up del gruppo è oggi parecchio differente rispetto ad allora. Alla voce non c’è più Jorn Lande, uscito dalla band in maniera amichevole, ma un personaggio di paragonabile caratura artistica e vocale, l’ex-Riot Mike DiMeo. Altro avvicendamento importante è stato determinato dalla recente dipartita di Uli Kusch alla batteria, prontamente sostituito da Mike Terrana, batterista forse meno fantasioso ma comunque dotato di una indiscutibile tecnica e di un gran tiro. I Masterplan si presentano quindi parecchio rimaneggiati e il titolo dell’album, MK II (per esteso “Mark II”), incarna proprio la nuova formazione. Dal punto di vista musicale la proposta è stilisticamente in linea con le due precedenti release, ossia un heavy-power melodico con influenze hard rock e radiofoniche, che trovano espressione soprattutto nella calda voce di DiMeo. Una breve intro orchestrale apre la strada a “Warrior’s Cry”, pezzo tirato classicamente power metal, evidentemente debitore del lungo periodo trascorso dal chitarrista nelle “zucche” di Amburgo. Da subito evidente anche la qualità del nuovo cantante che ben si adatta anche a partiture veloci. “Lost And Gone” è il primo singolo estratto, un pezzo più lento e dalle atmosfere più hard rock, una canzone semplice ed efficace soprattutto per via del suo ritornello diretto e orecchiabile. Molto catchy anche “Keeps Me Burning”, uno dei migliori episodi non solo del disco ma anche della carriera del gruppo, un pezzo che si muove su tempi medi ma che vince ancora una volta grazie ad un ritornello di gran presa. Nel disco ci sono anche canzoni meno dirette ma di buon livello come l’articolata “Trust In You” o “Heart Of Darkness”, pezzi lenti ed atmosferici, ideale vetrina per le ispirate evoluzioni vocali di DiMeo. Il lavoro contiene anche brani meno convincenti come “Take Me Over” o “Call The Gipsy” che, sebbene lungi dall’essere brutte canzoni, risultano essere meno ispirate e prive della marcia in più propria dei sopra citati brani. Sebbene si collochi ad un livello leggermente inferiore rispetto ai due passati LP, “MK II” è un disco più che buono e che fuga ogni scetticismo suscitato dalla dipartita di due figure chiave nel contesto dei Masterplan come Lande e Kusch.
