MASTERPLAN – Time To Be King

Pubblicato il 20/05/2010 da
voto
6.0
  • Band: MASTERPLAN
  • Durata: 00:44:57
  • Disponibile dal: 21/05/2010
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo il convincente “MK II” del 2007 con Mike DiMeo alla voce, rieccoci finalmente a parlare dei Masterplan. Con il nuovo “Time To Be King” la band dell’ex-chitarrista degli Helloween, Roland Grapow, vede il ritorno dietro al microfono dell’eccezionale singer Jorn Lande ed è proprio questo il fatto che negli scorsi mesi ha generato una notevole attesa per il disco che ora abbiamo tra le mani. I primi due album “Masterplan” e “Aeronautics” erano infatti rimasti nel cuore dei fan anche grazie allo spettacolare stile vocale dal taglio hard rock del cantante norvegese, ottimamente inserito su una ispiratissima base heavy/power. Dal punto di vista strumentale il concetto può tranquillamente essere ribadito anche per il qui presente lavoro, nel quale soprattutto il guitar work di Roland risalta per il suo guitar work efficace e personale sia su riff che soli. Quello che però ha deluso il sottoscritto è proprio il lavoro del principale “osservato”, ossia Jorn Lande. Sebbene infatti la sua prestazione dal punto di vista strettamente vocale sia come al solito espressiva e potente, al punto da far impallidire la maggior parte dei cantanti in circolazione, le linee vocali su cui si muove non reggono il confronto con quelle dei succitati primi due album. Per dirla in breve, il problema è che i brani pur essendo molto interessanti come atmosfere, sound e ben lontani dall’essere ruffiani o scontati, mancano di ritornelli efficaci che risaltino rispetto alle strofe. Spesso ci si trova infatti di fronte a canzoni che evolvono in maniera più che buona fino al pre-chorus, facendo crescere l’attesa per quel ritornello grandioso alla “Enlighten Me” o “Wounds” che purtroppo però non arriverà mai. Come esempi possiamo citare la veloce opener “Fiddle Of Time”, la stessa titletrack o “The Sun Is In Your Hands”, brani discreti ma nulla più, ottimi come melodie, solismo, varietà delle ritmiche e degli arrangiamenti ma che non colpiscono come avrebbero potuto se avessero beneficiato di una maggior immediatezza dei refrain. In questo contesto il già noto singolo “Far From The End Of The World” appare effettivamente il brano più diretto del lotto, forse l’unico assieme a “Blue Europa” ad avere un ritornello che rimanga in mente già dopo un ascolto. Anche la più lenta “Lonely Winds Of War” ha una melodia abbastanza accattivante che però è una sorta di riadattamento di “Polovtsian Dances” da “Prince Igor” di Alexander Borodin.  L’impressione è dunque quella di un disco ben suonato e prodotto ma di livello decisamente inferiore non solo ai primi due album ma anche al terzo. Una mezza delusione per chi si aspettava un nuovo capolavoro. 

TRACKLIST

  1. Fiddle Of Time
  2. Blow Your Winds
  3. Far From The End Of The World
  4. Time To Be King
  5. Lonely Winds Of War
  6. The Dark Road
  7. The Sun Is In Your Hands
  8. The Black One
  9. Blue Europa
  10. Under The Moon
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.