MASTERSTROKE – As Days Grow Darker

Pubblicato il 30/07/2009 da
voto
6.5
  • Band: MASTERSTROKE
  • Durata: 00:43:04
  • Disponibile dal: 27/03/2009
  • Etichetta: Dynamic Arts Records
  • Distributore: Masterpiece

A due anni dal discreto “Sleep” tornano sul mercato i finnici Masterstroke con questo “As Days Grow Darker”, episodio che si presenta sin dalle prime note come la naturale evoluzione del precedente album. La proposta del quintetto scandinavo poggia le proprie basi su un power energico che non disdegna una certa vena progressiva enfatizzata dalle trame tessute dal duo di asce Rauhala/Kekoni e dagli interessanti inserti tastieristici ad opera di Jussi Kulomaa. Il riffing si fa spesso pesante e in certi punti ricorda da vicino band come i Nevermore o gli ultimi episodi di casa Angel Dust (“Of Human Bondage” in primis) che fungono da antagonista alla calda – ma non per questo priva di vigore – voce di Niko Rauhala. Convincente il tris iniziale composto da “Wait for the Fall”, “As Days Grow Darker” e “Walls of My temple”: ritornelli coinvolgenti e un riffing serrato confermano le buone qualità della formazione che si dimostra capace di confezionare canzoni piacevoli e d’impatto. Per trovare dei cambiamenti nel suono degli scandinavi è necessario attendere “Unstoppable”, traccia acustica dalla breve durata che funge da introduzione alla successiva “Purity Fades”: nessuna variazione, solito riff quadrato, tastiere sempre pronte a dare corposità al suono e l’ennesima buona prestazione di Niko dietro al microfono. Il problema principale dell’album, come avrete intuito, sta in una certa ripetitività e staticità del suono del combo che a parte i riusciti riff non sembra voler andare oltre il solito compitino scolastico. Purtroppo neanche gli inserti femminili in “Old Wounds” riescono a risollevare le sorti di un album stantio e troppo monocorde che ripete per dieci undicesimi della sua interezza la medesima formula senza grosse variazioni o sorprese: è un peccato, perché gli episodi che compongono “As Days Grow Darker” presi singolarmente convincono ed è indiscutibile la qualità degli strumentisti coinvolti nella band. Buona ed equilibrata la produzione, che trova il suo punto di massima forza nel suono delle chitarre e nell’equilibrato mix dei singoli strumenti. Purtroppo dopo tre album in studio i Masterstroke non riescono ancora a convincere pienamente e anche il nuovo episodio, seppur godibile, è ben lontano dall’emergere nell’affollato mercato discografico: purtroppo si tratta dell’ennesima occasione sprecata per il gruppo finlandese. Rimandati al prossimo album.

TRACKLIST

  1. Wait For The Fall
  2. As Days Grow Darker
  3. Walls Of My Temple
  4. Unstoppable
  5. Another Step Back
  6. Purity Fades
  7. Stillborn
  8. Into Oblivion
  9. Inside Myself
  10. Old Wounds
  11. Truth Revealed
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