MAYA – The Prophecy Is Broken

Pubblicato il 14/07/2015 da
voto
8.0
  • Band: MAYA
  • Durata: 00:46:00
  • Disponibile dal: 21/07/2015
  • Etichetta: Underground Symphony
  • Distributore: Audioglobe

La diversità è spesso motivo di ricchezza e ne è testimonianza questo album d’esordio dei Maya. Formatisi nel 2011 per iniziativa di tre ex Holy Gates (il chitarrista Alex Mognoni, il batterista Mirco Petocchi ed il bassista Alessandro Quadrelli), ai quali si è unito il tastierista Daniele Chierichetti, i membri dei Maya presentano infatti influenze molto diverse, che vanno da classici del prog e del metal prog (Rush, Dream Theater, Symphony X, Transatlantic, Liquid Tension Experiment) all’hard rock settantiano (Deep Purple, Rainbow, Led Zeppelin), al metal neoclassico (Malmsteen), ai virtuosi della chitarra (Satriani, Vai, Van Halen), al gothic metal sinfonico (Nightwish, Epica), passando per i Toto, Glenn Hughes, Gotthard, Angra, Europe, Dio e così via, senza contare il fatto che la formazione è abbastanza variegata anche dal punto di vista anagrafico: basti pensare che tra il chitarrista ed il tastierista intercorrono ben ventidue anni di differenza. Insomma, un mix di esperienza e di freschezza, che si traduce in nove tracce di assoluto valore. Le diverse influenze della band si fondono, infatti, per dar vita ad un metal melodico e raffinato, dalle evidenti tinte progressive, che lascia trasparire anche una sottilissima vena neoclassica, ma che, soprattutto, riesce ad essere sempre parecchio emozionante ed affascinante. Si passa così da brani più diretti (ad esempio “Spirit”), ad altri dove emerge maggiormente l’anima prog della band (come per la titletrack) o in crescendo (è il caso della conclusiva “Deja Vu”). Dal punto di vista prettamente esecutivo, la sezione ritmica sa essere tecnica senza ostentazione, mentre il tocco alla chitarra di Mognoni è davvero delizioso, alternando con maestria passaggi carichi di feeling ed assoli virtuosi. Ottimo anche il lavoro alle tastiere del giovane Chierichetti, in grado di spaziare tra orchestrazioni, soffusi tappeti, inserti pianistici, dirompenti assoli e sempre in primo piano nel condurre il tema portante delle canzoni. Ci preme segnalare però soprattutto la performance alla voce di Marco Sivo (ex Time Machine, Planetheard, ecc.), davvero da brividi e che contribuisce non poco a rendere emozionanti le diverse tracce che compongono “The Prophecy Is Broken”. In realtà, va precisato, come la sua partecipazione si sia limitata alla registrazione dell’album, mentre il cantante di ruolo sarà Amerigo Vitiello, che auspichiamo saprà essere all’altezza del suo collega. Bellissimo debutto dunque per i Maya, che realizzano un piccolo gioiellino, da non far passare inosservato.

TRACKLIST

  1. Kukulkan
  2. Spirit
  3. Treasure World
  4. The Prophecy Is Broken
  5. Fight
  6. Strangers
  7. The Chosen Ones
  8. The Day After
  9. Deja Vu
1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.