MAYSNOW – The Unexpected

Pubblicato il 24/01/2021 da
voto
7.0
  • Band: MAYSNOW
  • Durata: 00:54:20
  • Disponibile dal: 23/10/2020
  • Etichetta:
  • B District Music

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Davvero buon esordio per la formazione del mastermind Daniele Rini: “The Unexpected” è una piccola goccia gettata nel mare di quel metal che si era un po’ abbandonato a se stesso, ma che resta prerogativa dei veri appassionati. Quelli che, almeno, a questo genere e agli anni Ottanta più in generale avevano lasciato il cuore. Un po’ Savatage, un po’ Everon, un po’ grunge, un po’ metal di quello nordico, coi sentori elettro-acustici da semiballad malinconica di sicuro impatto emotivo: un canone caro a molte delle formazioni italiane di qualche tempo fa e al tempo stesso terreno poco battuto ultimamente.
Scrive la band stessa a proposito del loro primo lavoro: “The Unexpected è l’album dedicato a Mimmo Angelini, il nostro caro Amico scomparso il 5 maggio 2014. I brani nascono proprio dal ricordo, che si confonde col sogno: il sogno che vorresti fosse realtà. ‘The Unexpected’ è ciò che credevi non avresti mai affrontato, è il buio ad occhi aperti, all’improvviso. L’album è denso di contrasti luce e ombra, dove il tema cupo della perdita, ampiamente sviscerato nell’opera, si contrappone a quello della nascita di nuova vita che apre squarci di chiarore nel sound. Questo contrasto è ben noto nei diversi momenti compositivi ampiamente distinguibili nella tracklist, dato che il lavoro di creazione dei brani ha impiegato alcuni anni. Nel corso del tempo, numerosi artisti si sono avvicendati nelle registrazioni dei pezzi, prima di arrivare -negli ultimi due anni- alla formazione stabile della band identificata con il sound più rock e graffiante”.
A sostegno di Daniele Rini e Roberto Vergallo, cardini della band, troviamo Nicola Lezzi al basso e Antonio De Rubertis alle tastiere, che vanno ad arricchire la formazione a quartetto rock canonico, più che sufficiente per effettuare il passaggio a questo recupero di sound. E più che sufficiente per convincere perfettamente. Il sentore Circle II Circle è ben ampio e brani come “Echoes Of Rain” ricordano le buone trame di Zak Stevens e di quel metal che ci sembrava abbandonato dalle mode: pezzo davvero molto riuscito e capace di farsi piacere fin da subito, vuoi per il mix e il sound vero ed onesto, in grado di trasmettere più di mode e plastiche di turno. La batteria elettronica di “I Drift”, infatti, sembra un po’ troppo posticcia e non in grado di sostenere quello che invece la malinconia e la sofferenza della traccia potrebbero dire se il tono acustico e orchestrale fosse tenuto in maggiore considerazione. Così è, infatti, e il proseguo del disco regala piacevolmente quasi un’ora di musica davvero di cuore: onesta, sincera, capace di emozionare per davvero, senza grandi gesti o urla, ma proprio dove lo strumming della acustica e i rintocchi del piano abbelliscono le sonorità più piovose dell’elettrico. Intriganti anche quei momenti quasi Radiohead che impreziosiscono alcune trame più standardizzate, come nei quasi dieci minuti della suadente “Misty Morning”. I pezzi, in generale, funzionano tutti e fanno davvero ben sperare per il proseguo di una formazione come questa, non certamente necessaria in termini di sound o di novità, ma certamente lo spirito e le emozioni messe in gioco qui dentro valgono da sé, più di ogni altra innovazione, esperimento o forzatura.

TRACKLIST

  1. Black Marble
  2. Echoes of Rain
  3. I Drift
  4. Orchid
  5. Moving Mouth
  6. The Circle of the Unexpected
  7. The Secret Door
  8. Dawn of September, Pt. 1
  9. Misty Morning
  10. White Marble
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