MEAT LOAF – Bat Out Of Hell

Pubblicato il 21/06/2016 da
voto
9.5
  • Band: MEAT LOAF
  • Durata: 00:46:33
  • Disponibile dal: 21/10/1977
  • Etichetta: Epic
  • Distributore:

“Tu sai come si scrive una canzone? Se vuoi comporre dei brani per un disco devi procedere in questo modo: A, B, C, B, C, C. Non sono sicuro che tu lo stia facendo, tu non sai proprio come si scrive una canzone. Hai mai ascoltato della musica pop, hai mai ascoltato del rock’n’roll? Quando esci da questa stanza, dovresti andare a comprarti un po’ di dischi per farti un’idea precisa”. Queste sono le dure parole che il funzionario dell’etichetta discografica CBS, Clive Davis, ha rivolto al compositore e polistrumentista Jim Steinman dopo avere ascoltato i brani proposti da lui e Meat Loaf, durante un’estemporanea esibizione dal vivo nei suoi uffici. Incredibilmente, questo non è stato l’unico rifiuto ricevuto da parte di una casa discografica, indice di quanto il rock’n’roll di stampo ‘wagneriano’ che i due protagonisti stavano proponendo fosse fuori dalle righe e da ogni logica di mercato. Dopo due anni di dinieghi e di porte sbattute in faccia, i Nostri si sono accasati presso la Cleveland Records, sussidiaria della Epic, riuscendo finalmente nell’intento di pubblicare “Bat Out Of Hell” nell’autunno del 1977. Inimitabile e di pregevole fattura, il disco si snoda attraverso un crocevia delineato tra un rock di pura matrice ‘springsteeniana’, un musical di Broadway e un’opera di Wagner. La tortuosa title track è un lungo ed estenuante tour de force che si dispiega in una narrazione traboccante di magniloquente enfasi, esaltata da continui cambi di umore dove nulla è lasciato al caso. I multiformi giochi di specchi plasmati dal chitarrista e produttore Todd Rundgren, volti ad imitare un motore che va su di giri, meriterebbero un capitolo a parte. “You Took The Words Right Out Of My Mouth (Hot Summer Night)”, introdotta da un recitato ad opera di Steinman e Ellen Foley, sposta le lancette indietro di un ventennio e ci riporta in un immaginario suburbano di fine anni Cinquanta, per merito di un sapiente uso dei cori. La delicata “Heaven Can Wait” è la cartina tornasole di tutte le successive ballate incise da Meat Loaf, il quale, grazie ad un sontuoso accompagnamento orchestrale, mette in mostra tutte le sue qualità vocali. “All Revved Up With No Place To Go” è invece dominata dai fiati, si pregia di un grande assolo di sassofono e di un’improvvisa accelerazione nel finale. “Ti voglio, ho bisogno di te, ma non c’è possibilità che mi innamori di te. Ora non essere triste perché due su tre non è male…” recita l’ironica ma dolcissima ballata “Two Out Of Three Ain’t Bad”, immaginifico preludio ad un nuovo salto indietro nel tempo compiuto con “Paradise By The Dashboard Light”, delizioso mosaico zeppo di nostalgia, nel quale le parti vocali vengono suddivise tra il frontman e Ellen Foley. Colpo di teatro del brano è il celebre break centrale, con la cronaca di una partita di baseball ad opera di Phil Rizzuto che metaforicamente descrive l’approccio sessuale di una coppia, con lei che si nega finché il ragazzo non le avrà promesso di sposarla. La crepuscolare “For Crying Out Loud”, dotata di un sontuoso accompagnamento orchestrale, è stata troppo spesso sottovalutata anche in sede live, ma rimane senza dubbio una delle migliori interpretazioni di Meat Loaf, ponente la parola fine allo script di un disco che, a quasi quarant’anni dalla sua pubblicazione, non ha perso un’oncia della sua freschezza e della sua originalità. Riesumate pure il giubbotto di pelle e scaldate il motore: la notte è ancora lunga ed è tutta vostra…

Si ringrazia Diego “Dr.Zed” Zorloni per la fattiva collaborazione.

TRACKLIST

  1. Bat Out Of Hell
  2. You Took The Words Right Out Of My Mouth (Hot Summer Night)
  3. Heaven Can Wait
  4. All Revved Up With No Place To Go
  5. Two Out Of Three Ain't Bad
  6. Paradise By The Dashboard Light (I. Paradise / II. Let Me Sleep On It / III. Praying For The End Of Time
  7. For Crying Out Loud
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