MEDICO PESTE – Aesthetic Of Hunger

Pubblicato il 14/06/2025 da
voto
7.5
  • Band: MEDICO PESTE
  • Durata: 00:45:02
  • Disponibile dal: 15/05/2025
  • Etichetta:
  • Malignant Voices

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Davvero niente male questo nuovo lavoro marchiato Medico Peste, band polacca attiva da una quindicina d’anni e inattiva dal punto di vista delle pubblicazioni da un buon lustro (l’ultimo album, “The Black Bile” era del 2020). La formazione vede al comando l’unico rimasto della line-up originale, Lazarus, voce e chitarra (nonché già chitarra live nei Mgla), mentre gli altri tre componenti sono entrati nella band dal 2022 in poi. E per quanto il fulcro della proposta sia quello di sempre, un black metal abbastanza schizofrenico nel ricercare anche altri modi di esprimersi – tra cui reminiscenze post metal, dissonanze e ua vaga vena orchestrale – non manca in questo nuovo “Aesthetic Of Hunger” una buona dose di musicalità e di compostezza all’interno di ranghi forse più ascrivibili ad un percorso ben preciso di black europeo (ma non troppo standardizzato) che si prende il lusso di fare delle curve inaspettate.
Intendiamoci, i Medico Peste hanno dalla loro la capacità di inserire guizzi disarticolati dal resto della proposta, come i rallentamenti quasi post punk presenti in “Act Of Faith” (canzone molto bella, grazie ad un ritornello finale da cantare a pugni alti), o i riff acidi presenti in “Ecclessiogenic Psychosis” a metà brano, che fermano la canzone, resettano il beat, e fanno ripartire il discorso sotto una nuova luce strumentale evocativa e morbosa, con vocalizzi marci e un bel modo di reinterpretare se stessi. Abbiamo altri esempi di questo estro, vedi l’opener “Saint Anthony’s Fire”, che pure si prende il suo tempo per partire, e quando lo fa usa un riffing pregno di suono e clamore che apre ad un blast-beat inviperito, o l’intro di “Black Lotus” o, ancora, il quasi valzer di “Folie De Dieu”.
In generale, il disco scorre su binari veloci e ruggenti, ma è davvero impreziosito dalle citate variazioni sul tema, che rendono “Aesthetic Of Hunger” un passo avanti non da poco per i Medico Peste. La band era infatti un po’ (forse ingiustamente) catalogata all’interno di un modern black metal est europeo che, complice anche l’affollamento di genere del post “Exercises In Futility” dei Mgla (probabilmente il disco che ha dato il ‘la’ ad una serie di uscite incontrollate in un certo tipo di black che rimanda agli anni Dieci del 2000), ha fatto finire il nome un po’ sullo sfondo rispetto ad altri.
Quindi ben vengano i ‘nuovi’ Medico Peste e la loro capacità di generare opere di spessore come questa, dove il black metal resta quello suggerito dall’estetica e dalla provenienza, ma al cui interno si celano soluzioni di ampio respiro, forse non rivoluzionarie ma ben sistemate. In questo senso, un altro esempio è rappresentato dall’interlocutoria “Antrakt”, strumentale di passaggio con dei suoni piuttosto distanti dal resto dell’album, che pur non stona al suo interno. Ascolto suggerito.

TRACKLIST

  1. St. Anthony's Fire
  2. The Black Lotus
  3. Subversion & Simulacra
  4. Ecclessiogenic Psychosis
  5. Antrakt
  6. Folie de Dieu
  7. Viaticum
  8. Act of Faith
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