7.0
- Band: MEDIEVAL DEMON
- Durata: 00:50:07
- Disponibile dal: 22/08/2025
- Etichetta:
- Hells Headbangers
Squadra che vince non si cambia, specialmente se puzza di zolfo: il nuovo lavoro dei greci Medieval Demon potrebbe essere riassunto così.
Al terzo album con la stessa line-up, la creatura di Lord Apollyon (mente del progetto, batteria e tastiere) torna sul mercato compatta, sempre sotto l’egida di Hell Headbangers: “All Powers Of Darkness” racchiude in sè la violenza luciferina e le melodie del black metal di matrice ellenica (qui comunque presenti, anche se non in primo piano), arricchite da un gusto molto vintage per orchestrazioni e cori, particolarmente evocativi di un certo tipo di sonorità oramai appartenente a qualche decennio fa (“Raging Lord Of The Deep”), e da una patina epicheggiante, soprattutto nella costruzione degli assoli, come ben evidente già dall’iniziale “Mystic Path Towards the Abyss” o in “Fullmoon over the Temple of Belial”.
La missione della compagine indemoniata è ben chiara, quindi: andare contro qualsiasi tipo di innovazione, caricando a testa bassa a colpi di una rutilante sezione ritmica (con Mutilator – al tempo colonna portante di Rotting Christ prima e Varathron poi – al basso), chitarre urticanti, tastiere polverose e una voce scappata via dagli abissi del Tartaro.
Una formula non originale, e ben fiera di non esserlo: i Nostri mantengono una strenua, cieca e ostinata resistenza oltranzista a qualsiasi cambiamento o evoluzione, scaraventandoci nelle orecchie cinquanta minuti capaci di fare felice tutti coloro che si sentono a casa al crocevia in cui black metal vecchia scuola, heavy metal e atmosfere occulte si incontrano, però, come dicevamo, in terra greca.
Persino il sassofono nella finale – emblematica, a modo proprio – title-track non stupisce: invece di apparire come nota stonata o eccessivamente affettata, è ancora una volta (come nel precedente album) in linea con quel sentore rugginoso vecchia scuola, declinato ancora una volta tra luminosi assoli epici e il sordo, nero martellare degli abissi, punteggiandone insieme ai cori, ad altri fiati e strumenti tradizionali, la struttura.
Al netto di qualche lungaggine (“Primordial Soul of Tartarus”, “Fosforean Night”) e di una ancora presente rugginosità nel tenere insieme qualche passaggio tra parti tirate, tastiere catacombali e il lavoro di chitarra, “All Powers of Darkness” non promette nulla di più di quello che è: una fiera dichiarazione d’amore per un certo tipo di sonorità (a metà tra Necromantia e Mortuary Drape), reinterpretandole senza per forza volerle superare.
Tale scelta di fiero immobilismo, sottolineata anche dalle scelte di produzione, ovviamente risulterà penalizzante o meritevole secondo la sensibilità di chi ascolta e la propria voglia (o meno) di stimoli nuovi: se perciò vi trovate affini per caparbio amore per gli stilemi primigeni di certo black metal e poche pretese, questo album potrebbe avere più di qualche passaggio sullo stereo e un posto nelle vostre collezioni di dischi. In tutti gli altri casi, siamo sicuri che passerete oltre dopo il primo ascolto.
