MEGADETH – Megadeth

Pubblicato il 20/01/2026 da
voto
6.5
  • Band: MEGADETH
  • Durata: 00:47:13
  • Disponibile dal: 23/01/2026
  • Etichetta:
  • BLK II BLK

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Partiamo subito dal 6,5 che vedete qui sopra, così chi è legato ai numeri si può togliere il pensiero con la sola intro di questa recensione: in questo addio discografico i brani ci sono, sono coerenti con quello che i Megadeth hanno sempre fatto, e forse mezzo punto in più, per affetto, ci poteva stare; ma cercheremo di spiegarvi perché non prevale l’affetto, oltre al fatto che, secondo noi, il mero giudizio numerico conta poco se non accompagnato da un’analisi contestuale e approfondita.

Contano molto di più le parole, e “Megadeth” richiede di sprecarne qualcuna, fosse anche solo per rispetto di una band enorme e di una discografia che ci ha accompagnati dall’età imberbe, ma soprattutto per collocare questo disco nel percorso musicale di Dave Mustaine, alla luce, in particolare, del fatto che ci troviamo di fronte all’annunciato ultimo capitolo di questa storia.
Il percorso dei Megadeth è passato dall’essere tra i più luminosi e immarcescibili dell’intero panorama metal, ad anni di sperimentazioni poco riuscite, riprese faticose ma promettenti, album anonimi, fino – almeno per chi scrive – a una seconda giovinezza, senza se e senza ma, grazie all’innesto di Kiko Loureiro e agli ultimi due dischi, collocabili serenamente tra l’ottimo e l’eccellente.
Ecco perché “Megadeth”, un disco cui, come detto, non manca il mestiere, ci ha piuttosto deluso: rispetto a “Dystopia” e “The Sick, the Dying… and the Dead!”, qui Dave sembra fare un compitino al suo meglio, pescando tra le migliori idee del tardo periodo d’oro – era “Countdown To Extinction” e “Youthanasia”, per capirci: riff decisamente buoni ma troppo già sentiti (e lo stesso vale per certi fill di batteria) , il pilota automatico settato sui midtempo e poche cessioni a maggior violenza o varietà, quasi tutte concentrate, a ben vedere, nel primo singolo, la tellurica “Tipping Point” che ormai abbiamo tutti digerito e apprezzato da mesi, e “Made To Kill”.

Inutile soffermarsi troppo sulle singole canzoni: ribadiamo che scorrono via dignitosamente, diversi ritornelli restano appiccicati in testa dal primo ascolto, ma l’anima della band, che avevamo apprezzato nella ricerca di un equilibrio tra i propri segni distintivi e qualche sperimentazione in anni recenti, sembra svanita. Per correttezza, giusto sottolineare la solidità della sezione ritmica – LoMenzo è da tempo più di un semplice rimpiazzo, Verbeuren si è ben integrato da sempre con i fraseggi di Mustaine – e come il buon Teemu Mäntysaari, pur senza spiccare, dimostri un buon gusto melodico.
In aggiunta, a livello lirico, la maggior parte dei brani si alterna tra l’epitaffio compiaciuto (“The Last Note” su tutte), l’inevitabile (e quindi evitabilissima) polemica su critici, industria discografica e umane nemesi in genere (“I Don’t Care”) e l’anthem un tanto al chilo, con scivoloni alle soglie del ridicolo: “Let There Be Shred” sembra scritta dal più annoiato Joey De Maio per celebrare se stesso tra gli dei del vero metallo, e francamente preferiamo ricordare Mustaine per le sue invettive – magari non sempre condivisibili in toto, ma profonde – sulla guerra, sull’alienazione individuale, sulla distopica società in cui viviamo.
Ciliegina bacata sulla torta è la cover di “Ride The Lightning”: conosciamo bene il peso specifico di Mustaine nella composizione dei primi due dischi dei Metallica, ma suonarla in una maniera così stantia e con una linea vocale che ne affossa il senso di epico e fatalista cammino verso la morte, ci è risultato tra il superfluo e il dannoso.

Sarà poi un vero addio? Chissà, di sorprese (o meno…) ne abbiamo avute a bizzeffe, negli ultimi anni, ma sicuramente le condizioni di salute e l’attitudine di MegaDave ci fanno pensare di sì.
Proprio per questo, e per un amore eterno e che rimarrà invariato al netto di questo disco, l’amarezza prevale su un’affettuosa pacca sulle spalle di commiato.

 

TRACKLIST

  1. Tipping Point
  2. I Don't Care
  3. Hey, God?!
  4. Let There Be Shred
  5. Puppet Parade
  6. Another Bad Day
  7. Made To Kill
  8. Obey The Call
  9. I Am War
  10. The Last Note
  11. Ride the Lightning
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