MELECHESH – Djinn

Pubblicato il 30/03/2001 da
voto
6.0
  • Band: MELECHESH
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2001
  • Etichetta: Osmose Productions
  • Distributore: Audioglobe

I Melechesh, band attiva ormai dal 1993 con vari tapes e 7″ all’attivo, arriva al suo debutto per Osmose dopo un primo full length uscito per Pulverized Rec. nel 1996 e passato decisamente inosservato, almeno qui in Europa. Il nucleo fondamentale dei Melechesh infatti, formato dal leader Ashmedi, Moloch e Al’Hazred, pur essendosi spostato negli ultimi anni nei Paesi Bassi, ha delle radicatissime origini mediorientali, che si riflettono nella musica proposta dal quartetto (completato da Proscriptor, batterista degli Absu), ossia un punto d’incontro tra sonorità heavy/death/black metal e scale minori strettamente legate nell’uso alla tradizione musicale mediorientale. Fin qui nulla di sbagliato, i Melechesh ce la mettono davvero tutta per valorizzare e mostrare fieri le proprie radici culturali anche nelle liriche, con titoli come “Genies, Sorcerers And Mesopotamian Nights”, “Rub The Lantern” o “Oasis Of Molten Gold”, un’attitudine estrema degna delle band della Osmose ed una produzione tutto sommato all’altezza della situazione. Quello che però lascia insoddisfatti è la sostanziale qualità del materiale proposto in questo album: sviata ogni buona premessa, ogni canzone si perde in giri ripetuti con esuberanza ed idee sufficientemente originali per sorreggere sessanta minuti di musica, appiattendo come un monolite ogni idea o spunto creativo; le chitarre hanno un riffing troppo ossessivamente simile nella struttura in tutta la durata del disco, così come la sezione ritmica, troppo statica ed iterativa nei suoi schemi; infine, le scelte vocali non sono sempre azzeccatissime, passando da uno screaming poco ispirato ad un cantato pulito anch’esso privo il più delle volte di mordente; inoltre le parti prettamente death/black metal non brillano certo per originalità e cadono troppo spesso in secondo piano rispetto agli inserti orientaleggianti. Tirando le somme, “Djinn” è comunque un lavoro che potrebbe rivelarsi interessante per gli ascoltari di death/black melodico che magari sono in cerca di sonorità diverse; i Melechesh almeno da questo punto di vista sono da lodare per la sincerità della loro proposta ed il coraggio nel voler misurarsi con un ibrido musicale che almeno nei miei ricordi era stato tentato in questi termini solo dai conterranei Orphaned Land e che, forse con una maggiore maturazione, potrà riscontrare risultati migliori di questo lavoro sufficiente.

TRACKLIST

  1. Whispers From The Tower
  2. Genies, sorcerers And Mesopotamian Nights
  3. A Summoning Of Ifrit and Genii
  4. Wardjinn
  5. Rub The Lantern
  6. Covering The Sun
  7. Kurnugi's Reign
  8. Oasis Of Molten Gold
  9. Dragon's Legacy
  10. The Siege Of Lachisch
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