MEMBRANCE – Resa Marciana

Pubblicato il 28/05/2026 da
voto
7.5
  • Band: MEMBRANCE
  • Durata: 00:42:34
  • Disponibile dal: 19/05/2026
  • Etichetta:
  • Ad Noctem Records

Notevole questo ritorno dei veneziani Membrance, a tre anni da “Undead Island” che mostrava una band dalla proposta ancora incompiuta nella versione da studio, nonostante chi scrive li abbia apprezzati più volte sul palco.
Certo, “Resa Marciana” non è  una rivoluzione in senso stretto, perché prima di tutto porta ancora avanti il loro originale concept su Venezia mentre musicalmente prosegue nello sviluppo di un suono death metal.

L’identità dei Membrance insomma è rimasta la stessa, mentre ciò che cambia radicalmente è la qualità della proposta: innanzitutto i nuovi episodi sono ben suonati, ben arrangiati e soprattutto ben prodotti, grazie all’intervento di Stefano Morabito. Oltre a questo, “Sentensa Da Resa”, “Serenissima” (forse la migliore), “Redi Tegnue” sono brani vari che mostrano sì ascendenze al death metal dei Novanta che si muove fra Hypocrisy, Kataklysm, Obituary, certo melodeath (e mille altre influenze ancora) ma non ha paura di incorporare qualche sfuriata in territori black metal, delle parti thrash e perfino dei notevolissimi momenti dove le chitarre pulite creano una certa atmosfera.
Sostenuti dalla produzione adeguata, i nostri sembrano proprio a loro agio, soprattutto in relazione alla libertà che si respira in fase compositiva: tutti i brani godono di una loro identità, non si assomigliano fra di loro e si permettono anche di ospitare sorprese qua e là come voci pulite sia maschili (“Caronte”) che femminili (“Redi Tegnue”) e perfino un violino (la già citata “Serenissima”).
Se in qualche brano tutta questa varietà può essere un po’ disorientante, molte canzoni riescono sempre a rimanere in equilibrio e si fanno ricordare per un riff, una melodia ed un ritornello particolarmente riusciti. Si riconferma invece un elemento che già ci aveva colpito in passato, ovvero la copertina che rappresenta il leone della Serenissima, stavolta composto da varie creature mostruose che conferisce ancora di più un’immagine particolare al gruppo.

Certo, viene da chiedersi se un concept così particolare possa fare presa in ascoltatori magari non italofoni, ma il mondo del metal è da sempre piuttosto inclusivo quando si parla di identitarismi non per forza politici, come sembra essere il caso dei Membrance.
Infine, noi avremmo optato per un paio di pezzi in meno visto il genere proposto, ma non ci sentiamo di criticare la band più di tanto visto il salto di qualità fatto rispetto al passato.
Per concludere, non capita tutti i giorni di riuscire ad alzare l’asticella della qualità al quarto disco e dopo quasi quindici anni di carriera, ma sembra che ai veneti sia riuscito e noi ne siamo particolarmente contenti. Adesso aspettiamo il prossimo che potrebbe davvero diventare memorabile e nel frattempo speriamo di rivederli live più volte.

TRACKLIST

  1. Batipai
  2. Sentensa da resa
  3. Rioba
  4. Turistificai
  5. Serenissima
  6. Morte de Vero
  7. Redi Tegnue
  8. El cason dei sette morti
  9. Cà Dario
  10. Caronte
  11. E mi me ne so'ndao
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