MEMORIES OF A LOST SOUL – Songs From The Restless Oblivion

Pubblicato il 26/06/2025 da
voto
7.0

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Riuscire a suonare insieme vecchi e nuovi, è, a modo proprio, una qualità: gli italiani Memories Of A Lost Soul ne hanno fatto una delle loro caratteristiche principali, coniugando nella loro proposta musicale stilemi death e black metal, spleen gotico e sinfonie.
Il nuovo “Songs From The Restless Oblivion”, sesto capitolo di una carriera quasi trentennale, è una cartolina dai colori cupi in cui si intrecciano melodie, epicità, turbolenze marziali, cori decadenti e stacchi tiratissimi, per un’ora in cui i nostri declinano l’amore per sonorità tra Rotting Christ periodo gotico, Dark Tranquillity e black sinfonico nella sfumatura Cradle Of Filth in undici pezzi che sembrano usciti davvero da altri decenni.
Questa sensazione permane un po’ in tutto l’ascolto, vuoi per le soluzioni adottate a livello musicale che di produzione (crediamo volutamente con un certo sentore ferroso nella resa sonora): chitarre ora impegnate in scale vorticose e ora in assoli trionfali, una sezione ritmica ruspante e brillante quando si tratta di sottolineare sia i momenti orchestrali, gli intermezzi atmosferici o quelli più violenti, un intreccio di voci in growl raschiante e cristallinamente pulite, come ben sintetizzato in “Through This Mortal Eyes” o “The Clockwork Part2”, che in conclusione migliora nettamente rispetto all’inizio.
Accanto al substrato più squisitamente malinconico – la strumentale “Requiem Of Eternal Souls”, “Prone To Revolting” e il violino che ne dirige il passo, consegnandoci uno dei momenti migliori del lotto – il quale comunque costituisce una parte importante dell’anima della band (soprattutto attraverso il cambiamento di passo delle chitarre, insieme alle voci, rispetto ai momenti più tirati), c’è comunque una vena più ferina cui piace emergere, richiamando (nell’utilizzo del growl ma anche dall’accelerazione cadenzata del resto degli strumenti) quel patrimonio black/death metal anni Novanta… e ci piace pensare che non sia un caso, ad esempio, l’utilizzo di titoli come “Immortal Rites” e “Into This Maze Of Torment” (un rimando al lato A di quel pilastro chiamato “Altars Of Madness” dei Morbid Angel?), guardacaso tra i momenti in cui il lato più belluino emerge con più forza.
In questo lavoro notiamo forse una maggiore rugginosità nel tenere insieme un po’ tutte le parti delle singole canzoni, e un passaggio di lima in più per asciugare i pezzi avrebbe giovato ad una maggiore fluidità complessiva del disco, ma è vero pure che i Memories Of A Lost Soul sono coerenti in quello che fanno: costruirsi una propria dimensione sospesa nel tempo, e replicarne i contorni, i colori plumbei e le forme assorte attraverso la loro musica.
“Songs From The Restless Oblivion” è un disco che parla con una vecchia, nuova voce proprio di questo: se vi piace indulgere in questo specifico scorcio di panorama, troverete una conferma.

TRACKLIST

  1. The Dark Knight Descends
  2. Immortal Rites
  3. Darkness Within
  4. Through These Mortal Eyes
  5. Two Dividing Souls
  6. Requiem Of Eternal Souls
  7. The Clockwork Part2
  8. Into This Maze Of Torment
  9. Shattered Like The Sun
  10. Prone To Revolting
  11. Melancholy Of The Endless Night
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