MENDEED – This War Will Last Forever

Pubblicato il 18/06/2006 da
voto
7.0
  • Band: MENDEED
  • Durata: 00:59:54
  • Disponibile dal: 23/06/2006
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Audioglobe

I Mendeed, all’interno della scena metallica attuale, vanno ad assumere una posizione non così scontata come la lettura delle note biografiche e la pompatissima presentazione della Nuclear Blast farebbero intendere. Innanzitutto, stupisce alquanto il fatto che il quintetto qui presente provenga da Glasgow, Scozia, in quanto finora la Gran Bretagna, pur essendo il primo mercato europeo a ricevere le ondate modaiole statunitensi, ancora non aveva tirato fuori una band degna almeno di paragonarsi ai vari fenomeni del metal-core USA; poi, in seconda battuta, bisogna considerare che ci si trova di fronte ad una giovane formazione che sa attingere in maniera (ancora non del tutto) sapiente sia dal background musicale della propria terra d’origine, sia da ciò che arriva da Oltreoceano. E quindi, in poche parole, i Mendeed plasmano la loro proposta su di un metal a tutto campo, classico fino al midollo, rimembrando i maestri Iron Maiden, e moderno pure, accodandosi alla schiera montante di Trivium- o Avenged Sevenfold-dipendenti. In più – e qui arriva il tocco personale – la band tiene parecchio a mostrare la sua anima scozzese, inserendo ogni tanto qualche riferimento, in una melodia, in un coro, in un riff, al folk metal degli Skyclad, oppure addirittura al battle metal di gruppi quali Turisas e compagnia vichinga. Ora, non stiamo parlando di un suono rivoluzionario, né tantomeno di qualcosa di strabiliante, però i Mendeed riescono a dimostrare di avere già una sufficiente dose di personalità, sebbene ancora semi-nascosta dai nove-dieci nomi che vengono alla mente ascoltando questo “This War Will Last Forever” (oltre a quelli già indicati, aggiungiamo pure As I Lay Dying, Children Of Bodom, In Flames e Helloween). La produzione non è enorme – giusto un pelino underground rispetto alla media del genere – e forse il disco è troppo prolisso, però, per buona parte della sua fruizione, ci si diverte e si riesce ad apprezzare il brillante appeal melodico, unito poi all’assalto thrasheggiante, battagliero e pacatamente moshy. Le prime tre tracce sono un’ottima summa di quanto David Proctor e compagni sanno fare: “What We Have Become” è un’intro strumentale dalle atmosfere celtiche; “Beneath A Burning Sky” mostra il lato più metal-core del combo; “Stand As One And Fight For Glory”, invece, è praticamente un brano power metal attualizzato al 2006 e cantato in modo aggressivo. Da questi tre basilari esempi, si possono ricavare tutte le risposte che necessitano per capire i Mendeed, e bisogna dire che la tracklist va in crescendo nel finale, piazzando le tracce migliori agli ultimi posti: “For Blasphemy We Bleed”, “The Reaper Waits”, “Resurrecting Hope”, “The Black Death”. Un disco, quindi, che abbraccia molti campi dell’heavy metal e che, per questo motivo, ha di base, potenzialmente, una larghissima fetta di estimatori. Esordio certo positivo, caricato forse di troppa enfasi dai promoter, però apprezzabile e, in prospettive future, molto interessante.

TRACKLIST

  1. What We Have Become
  2. Beneath A Burning Sky
  3. Stand As One And Fight For Glory
  4. Remains Of The Day
  5. Chapel Perilous
  6. The Morning Aftermath
  7. Poisoned Hearts
  8. Withered And Torn
  9. Resurrecting Hope
  10. For Blasphemy We Bleed
  11. The Reaper Waits
  12. The Black Death
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