MENTAL DEVASTATION – The Delusional Mystery Of The Self Part II

Pubblicato il 05/08/2025 da
voto
7.5
  • Band: MENTAL DEVASTATION
  • Durata: 00:41:47
  • Disponibile dal: 25/07/2025
  • Etichetta:
  • Witches Brew

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Ritornano all’attacco dopo poco meno di quattro anni i cileni Mental Devastation, dandoci in pasto la seconda parte del concept “The Delusional Mistery Of The Self”. La prima parte si era presentata come un lavoro ambizioso, sfaccettato ma tremendamente concreto, nel ripercorrere il filone del thrash/death metal più affilato, tecnico e dinamico, con una serie di brani vorticosi e sufficientemente articolati, seppure ricadenti in un modus operandi abbastanza simile tra le diverse canzoni. Tant’è che, nonostante le indubbie capacità tecniche, l’asprezza dell’insieme e una veste sonora ben rifinita, il disco ci era piaciuto pur lasciandoci qualche riserva, in ragione di una limitatezza di songwriting che non permetteva al potenziale del gruppo di deflagrare compiutamente.

Si trattava in ogni caso di un’uscita di buon valore, che poteva condurre o un assestamento – dignitosissimo, per carità – sulle medesime coordinate, oppure a uno slancio in avanti, verso una scrittura e una prestazione complessiva che potessero innalzare il livello di interesse verso il quartetto. Nel periodo intercorso tra la prima e la seconda parte del concept, a dire il vero, non è mutato moltissimo nel modo di intendere la musica di questi musicisti. Siamo sempre dalle parti del thrash metal più elaborato e progressivo di fine anni ‘80/primi ’90, con una prevalenza della dimensione solista abbacinante e quasi da shredder di realtà come gli americani Realm e Toxik. Non se n’è andata nemmeno la ruvidezza più affine al death metal ed i richiami ai Death, ai Cynic dei demo, agli Atheist e Pestilence risultano anche stavolta abbastanza naturali.

Ad evolversi un poco e a portare a una migliore considerazione per questa seconda parte del concept, che ricalca la prima sia nelle sonorità che nella struttura della tracklist, è un affinamento delle doti espresse in passato, unite a un miglioramento complessivo in ogni piccolo dettaglio. In fondo, chi ha apprezzato “The Delusional Mistery Of The Self Part I” sa esattamente cosa aspettarsi da questa “Part II”, eppure un innalzamento della qualità dei contenuti ci appare evidente.
A catalizzare le attenzioni sono anche in questa occasione le fughe di chitarra e basso, con quest’ultimo a muoversi rapido e umorale a fianco e attraverso le peripezie chitarristiche, donando una costante sensazione di imprevedibilità e meraviglia. Se questo concatenarsi di riff, solismi fulminei, ondulazioni di basso si udiva pure nella prima porzione del concept, per la “Part II” l’insieme ci giunge più brillante, ripulito di alcune ruvidezze che stonavano un poco in un contesto così sfavillante di chirurgica melodia.

Per fortuna, i Mental Devastation non sono affatto diventati dei boriosi virtuosi, perché le doti strumentali rimangono al servizio di assalti thrash tambureggianti, pieni di fervore e dosanti a varia gradazione tempi ‘mosh’ a rapida assimilazione.
Composizioni come le iniziali “Symbiosis” e “Mankind” colpiscono duro al primo impatto e si fanno apprezzare un po’ alla volta per i ricami solisti, gli intrecci strumentali tesissimi ma mai prevedibili, la volontà di osare nel rispetto del genere e senza avvitarsi in passaggi troppo pretenziosi. Al contrario, la band è proprio brava a coniugare sintesi e preziosità, rendendosi affabile e facilmente comunicativa anche per ascoltatori più avvezzi a un thrash ‘basilare’, rispetto a chi frequenta assiduamente sonorità molto progressive.

In questo contesto, anche l’uso di vocalizzi piuttosto ruvidi e poco rifiniti ha il suo perché, donando una sensazione di folle precarietà alla musica, oltre a tenerla sulla retta via del metal estremo, senza ripulirla troppo della sua energia primigenia. In qualche occasione la tentazione a farsi prendere dalla foga prende ancora il sopravvento, rendendo più ovvio e generico il forsennato assalto dei Mental Devastation: un aspetto sul quale i ragazzi sudamericani avranno modo di lavorare, per poter essere ancora più avvincenti di quanto non siano oggigiorno.
“The Delusional Mistery Of The Self Part II” finisce comunque per diventare una versione meno avveniristica degli album dei Vektor: in attesa che la formazione americana esprima nuova musica, l’attesa può essere gradevolmente colmata da questo nuovo lavoro dei quattro cileni.

TRACKLIST

  1. Genetic
  2. Symbiosis
  3. Mankind
  4. Judge and Jury
  5. Pulsions
  6. Mental Devastation
  7. Primitive Paths
  8. The Delusional Mystery Of The Self
  9. Esperanza
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