MEPHORASH – Shem Ha Mephorash

Pubblicato il 16/04/2019 da
voto
8.0
  • Band: MEPHORASH
  • Durata: 01:14:02
  • Disponibile dal: 18/04/2019
  • Etichetta: Shadow Records
  • Distributore:

Dalle tenebre di Uppsala, il cosiddetto centro ecclesiastico svedese già dimora di Watain e Degial, ecco emergere una realtà destinata a scuotere il 2019 extreme metal. A ben vedere, i Mephorash non possono essere considerati un gruppo di primo pelo, trattandosi questa della loro quarta prova sulla lunga distanza, ma il salto registrato dagli oltre settanta minuti di “Shem Ha Mephorash” è tale da spazzare via buona parte della precedente produzione e rendere superflui i confronti, lanciando i cinque musicisti verso un presente tutto da scoprire.
Un’opera profonda e stratificata, che necessita giocoforza di tempo e attenzione per essere apprezzata appieno, in cui un lirismo di chiara ascendenza esoterica incontra le sferzate della scuola black/death più elegante e trasversale. Un moto sussultorio agita l’intera tracklist, nell’ottica di un gioco di pieni e vuoti da cui trapelano continuamente ingegno e sensibilità nel dosaggio degli elementi. I brani si configurano come delle vere e proprie suite, prendendo il via da una linea guida e da lì districandosi in una serie di alvei ora ritmati e brucianti, ora rarefatti e meditativi, con lo screaming del frontman N. Tengner (sovente supportato da cori e voci femminili) a fungere da punto di fuga delle composizioni. Il colore predominante rimane il nero, retaggio delle emanazioni diaboliche di Erik Danielsson e Jon Nödtveidt, ma pennellate più accese non tardano a rischiarare la tavolozza, come se i rivoli dorati di Acherontas, Schammasch e ultimi Behemoth venissero fatti confluire nel cratere ribollente di certo swedish black metal.
Ciò che ne consegue è un amalgama indubbiamente ampolloso e straripante di soluzioni (basti sentire i quindici minuti della titletrack), la cui armonia risulta però cristallina e centrale nell’economia dell’opera. Riff e ritmiche spiccano per efficacia e rotondità, l’impiego di tastiere non appare mai forzato, mentre la melodia sgorga a fiotti così passionali da assumere il pieno controllo delle emozioni dell’ascoltatore. Forse manca ancora qualcosa alla cosiddetta quadratura del cerchio, una capacità di sintesi che gioverebbe ulteriormente all’impatto del songwriting, ma già così “Shem Ha Mephorash” può essere definito una grande sorpresa. Fatelo vostro se avete amato i vari “Triangle”, “The Wild Hunt” o “The Satanist”.

TRACKLIST

  1. King of Kings, Lord of Lords
  2. Chant of Golgotha
  3. Epitome I: Bottomless Infinite
  4. Sanguinem
  5. Epitome II: The Amrita of Vile Shapes
  6. Relics of Elohim
  7. 777: Third Woe
  8. Shem Ha Mephorash
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