MERCYLESS – Unholy Black Splendor

Pubblicato il 18/04/2014 da
voto
6.5
  • Band: MERCYLESS
  • Durata: 00:33:54
  • Disponibile dal: 18/10/2013
  • Etichetta: Trendkill Recordings
  • Distributore:

Questo è un periodo di ritorni. In Italia stiamo attendo con un certo interesse il nuovo album degli Electrocution, nome di culto del nostro panorama, mentre in Francia gli appassionati di vecchio thrash-death hanno probabilmente riaccolto a braccia aperte i Mercyless, band che negli anni Novanta diede alle stampe un paio di album molto apprezzati – “Abject Offerings” e “Coloured Funeral”, entrambi prodotti addirittura da Colin Richardson – prima di dedicarsi ad altre sonorità e ritirarsi dalle scene. Oggi, ad oltre un decennio dallo split e dal tonfo di “Sure To Be Pure” (pessimi i suoi esperimenti groove metal), David Otero e compagni provano a cimentarsi di nuovo in quelle sonorità che li resero celebri nell’underground europeo una ventina d’anni fa. Si torna insomma a quel thrash-death metal venato di tecnicismi tipico dei loro esordi: uno stile modellato sugli insegnamenti di Death (“Human”), primi Pestilence e Gorguts che rivive quindi in questo “Unholy Black Splendor”, opera realizzata in sordina, ma che potrebbe destare l’interesse di qualche nostalgico di quel periodo ormai lontano. Diciamo subito che non sono purtroppo ravvisabili nè la spontaneità nè l’ispirazione dei primi album, ma se dovessimo paragonare i tentativi dei ragazzi a quelli dei Pestilence post-reunion (ad eccezione dell’ultimo “Obsideo”), allora diremmo che i Mercyless sono senz’altro invecchiati un filo meglio dei loro maestri. Il disco non fa gridare al miracolo per estro e immediatezza, visto che qua e là ci mostra una band ancora un po’ arruginita e che sembra sforzarsi troppo per suonare “old school”, ma nel complesso si sentono sia il cosiddetto mestiere, sia qualche colpo di classe… senza contare l’abilità nel conferire al platter un’atmosfera uniforme e subito identificabile. Tutto sommato, insomma, “Unholy..” si lascia ascoltare nel suo offrire una proposta mediamente solida e con qualche pezzo più che discreto. Gli ingranaggi sono stati quindi rimessi in moto, ora sarà necessario insistere su questa strada per oliarli al meglio.

TRACKLIST

  1. At the Coming Of Dawn
  2. I Vomit Out This World
  3. Unholy Black Splendor
  4. God Is Dreaming
  5. Goat of Mendes
  6. Infamy
  7. Probably Impure
  8. Absent Belief
  9. Bless Me Father
  10. Swallow My Soul
1 commento
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