MESARTHIM – Isolate X

Pubblicato il 22/09/2025 da
voto
7.0
  • Band: MESARTHIM
  • Durata: 01:41:23
  • Disponibile dal: 19/09/2025
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music

Una delle realtà più cvlt degli ultimi anni sono sicuramente i Mesarthim, che festeggiano i loro due lustri di carriera con la seconda data live in assoluto (a Milano, fortunelli noi) e una ristampa celebrativa del primo disco.
“Isolate X” non offre rimasterizzazioni o ripescaggi strani, bensì opta per una soluzione meno comune, ma che abbiamo sempre trovato accattivante: un secondo disco in cui altre band omaggiano quella titolare, rielaborando i loro brani – in questo caso, come potrete immaginare, attenendosi alla tracklist del disco.  Si parte con “Osteopenia”, nella versione dei Remina; la band di Heike Langhans, già nota per il lavoro con i Sojourner e qui anche autrice della rivisitazione della copertina dell’album, affronta inizialmente il brano in maniera quasi pedissequa, ma presto l’inserimento di un controcanto goth/doom, a metà strada tra i primi Flowing Tears e Shape Of Despair, dona il giusto tocco di personalità, così come le piccole variazioni negli assoli e gli inserimenti di acidi passaggi di synth.

La più movimentata “Declaration” vede subito il tappeto di tastiere quasi electropop trasformate in un riff furente di chitarra nella versione dei Bianca, una nuova realtà italiana che vede membri degli Hideous Divinity nei suoi ranghi. Nel complesso, il brano assume un sound smaccatamente symphonic black metal, complici in particolare i passaggi vocali, che intrecciano gorgheggi femminili e l’approccio brutale e insieme teatrale della voce maschile. Tocca ai Midnight Odyssey occuparsi della title-track: un brano che nasceva maestoso e atmosferico, con il suo gioco tra chitarre, tastiere e pianoforte, e la band australiana non spreca l’occasione per una cover uptempo basata su tastiere pompose e batteria in levare, quasi dream trance.

“Interstellar” è un traccia intrisa di oscuro romanticismo, con un giro di tastiere ipnotico, che si staglia subito in testa; qui, con lo zampino dei Germ, diventa ancora più lento e sublime, con un’alternanza tra minimalismo ambient e intensità, allorché il suono si fa più stratificato, o le chitarre entrano in gioco con più visibilità rispetto all’originale. “Abyss”, una delle più riuscite esporazioni spaziali presenti su “Isolate”, conserva il suo fascino in questa restituzione tutto sommato innocua, se ci passate il termine: un po’ più di potenza nei riff di chitarra, ma ben poche altre differenze da rilevare: forse pochino, per il valore dei Mare Cognitum, autori della cover. Chiude il disco “Floating”, in origine un delicato brano per solo pianoforte, che qui, dopo una intro marcatamente space viene trasfigurato con tastiere dance e un riffone di chitarra dai Vrazorth, una realtà che – in ambito industrial black – va decisamente tenuta d’occhio, specie se non disdegnate deviazioni più tamarre. Non trova rivisitazione “Suffocate”, bonus track presente fin dalla prima ristampa, quindi sicuramente nota ai fan hardcore della band, ma l’esclusione ci pare filologicamente corretta.

L’intento di valorizzare una formazione tramite i suoi estimatori è sicuramente apprezzabile: il mistero sulle band effettivamente coinvolte brano per brano acuisce il senso di un lavoro ricercato e “da fan” e, a ben vedere, anche il costo per un doppio vinile è contenuto. Certo, ci viene da dire che probabilmente l’acquirente standard di questa riedizione può essere solo il collezionista più sfegatato, ma non ne sarà deluso.

TRACKLIST

  1. Osteopenia
  2. Declaration
  3. Interstellar
  4. Abyss
  5. Floating
  6. Isolate
  7. Osteopenia
  8. Declaration
  9. Isolate
  10. Interstellar
  11. Abyss
  12. Floating
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