MESARTHIM – Pillars

Pubblicato il 31/05/2016 da
voto
6.5
  • Band: MESARTHIM
  • Durata: 00:37:22
  • Disponibile dal: 13/03/2016
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

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A breve distanza dall’album di esordio “Isolate”, e con un nuovo EP già annunciato a seguire, tornano i prolifici Mesarthim, e proseguono essenzialmente con quanto proposto nel precedente lavoro; peraltro anche la durata resta essenzialmente invariata (si sfiorano i quaranta minuti in quattro tracce), e questo “Pillars” è essenzialmente un mini album solo per formato. L’apertura è affidata alla lunga title track, una suite di black metal sinfonico con le derive goth già ascoltate in precedenza, su cui il cantato si staglia sempre in equilibrio tra violenza ed ossessiva epicità. Si segnala qua e là una maggior presenza delle chitarre, ma è sempre l’apporto delle tastiere a farla da padrone, come evidente nella parte centrale del brano, basata sul duetto tra una tastiera minimale figlia degli anni ottanta e un tappeto di synth alle soglie del dub più acido. La seguente “Orbiting” estremizza il tuffo nel passato, al punto che se non fosse per l’approccio vocale non ci troveremmo nulla di strano a scoprire che si tratta di una b-side dei Depeche Mode, era “Black Celebration”: un riff maestro elettronico, la batteria minimale, tanta atmosfera. “11” si attesta su analoghi canoni, portando in certi passaggi la memoria all’industrial da discoteca che sempre caro fu diversi lustri fa. La conclusiva “Constellation” affina (o esacerba, a seconda dei punti di vista) questa direzione e ci lascia sicuramente una certa curiosità sulle mosse future della band. Sì, perché l’ascolto è piacevole, la sensazione di viaggio interstellare già tracciata permane, e sicuramente le derive nostalgiche descritte fin qui, inserite con capacità, confermano la piena promozione già assegnata qualche mese fa. Ma al tempo stesso si fa strada la sensazione che serva un passaggio ulteriore, e forse i Mesarthim dovrebbero orientarsi verso un salto completo in direzione ambient o goth: è infatti il cantato, a questo punto, l’unico elemento che li tiene ancorati a sonorità black, e probabilmente si tratta di un limite da superare senza timore di incappare in direzioni più “commerciali”.

TRACKLIST

  1. Pillars
  2. Orbiting
  3. 11
  4. Constellation
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