MESMERIZE – Stainless

Pubblicato il 21/06/2005 da
voto
7.0
  • Band: MESMERIZE
  • Durata: 00:59:53
  • Disponibile dal: /05/2005
  • Etichetta: Dragonheart
  • Distributore: Audioglobe

 A volte inspiegabilmente succede che un gruppo talentuoso, capacee oltretutto supportato dalla critica musicale, non riesca a trovarespazio sul mercato e rimanga relegato nelle seconde linee che devonoaccontentarsi delle briciole del successo di altri. E’ questo il casodei Mesmerize, band italiana attiva ormai da anni e con due buoni albumnel curriculum e che ora si ripresenta sul mercato con questo”Stainless” che rimarca la bontà della proposta dei nostri. La band,pur non avendo lo spunto del fuoriclasse, suona e compone buone canzonidi classic metal, andando a pescare soprattutto nella copiosadiscografia degli Iron Maiden, pur non negandosi passaggi power made inGermany e punteggiature epiche che impreziosiscono il lavoro.Nell’album in questione oltretutto vengono aggiunti degli inserti diviolino che non possono non ricordare i magnifici Skyclad. Vero puntodi forza dei Mesmerize è il singer Folco Orlandini che, anche se avolte chiede un po’ troppo alla sua voce, risulta essere un ottimointerprete, lontano dalle sirene che infestano il genere. La bandattacca subito a mille con le iniziali “The Burn”, “Bitter Crop” e”Princess Of The Wolves”, heavy track dal sapore molto british e coninserti di violino nell’ultima delle tre. A seguire troviamo”Triumph Of The Darksword”, mid tempo power epic di pregevole fattura e”Windchaser”, che, ancora per merito del violino, propone melodiefolkeggianti avvicinabili, oltre agli Skyclad, anche agli iberici DarkMoor e, nel bridge centrale ai Blind Guardian di “Somewhere FarBeyond”. Nonostante il violino abbia un ruolo preponderante nellacanzone, la struttura rimane fortemente metal, con un ottimo lavorodelle chitarre che formano una base epicheggiante perfetta anche perl’interpretazione vocale di Folco. In “Field Of Heroes” vengono allaluce influenze tipiche di una band come gli Angel Dust di metàcarriera, quelli di “Border Of Reality”, trattandosi di un mid temporoccioso e in un certo qual senso moderno, forse grazie anche alla vocefiltrata che fa capolino all’interno della canzone. Ancora una voltaFolco alla voce e Piero Paravidino alla chitarra offrono unaprestazione eccellente, mentre la sezione ritmica svolge il suo doveresenza strafare. Con “Lure Of The Temptress” i ritmi si alzano, trariffing maideniano e batteria powereggiante, mentre Folco sciorina unavolta di più una performance assolutamente sopra le righe. “Hot Lead,Cold Steel” è lenta e coinvolgente, arrivando a ricordare a tratti iVeni Domine e i Manowar, ma senza raggiungere la claustrofobicità deiprimi e la maestosità dei secondi. L’accelerata a metà canzone èprevedibile ma dannatamente efficace, con un assolo di chitarratorrenziale che dà risalto all’intero pezzo, peraltro il miglioredell’album. Di contro la successiva “Bloody Mary” è il pezzo piùbanale, che puzza di Iron Maiden lontano un miglio. La lunga econclusiva “Impossibile Infinity”, dopo un’intro di violino, esplodefragorosa e anthemica grazie a un riff di chitarra esaltante, salvo poiritornare su binari più intimi con la voce di Folco al solito inevidenza. Il chorus, folkeggiante fino al midollo, farà la gioia degliamanti dei Dark Moor. I Mesmerize di sicuro non passeranno alla storia,anche questo “Stainless” ha delle pecche, come la troppo marcatasomiglianza con gli Iron, ma sicuramente sono molto più bravi e dotatidi tanti altri colleghi ben più blasonati che a furia di suonare con leorchestrine hanno perso contatto con il mondo del metal; oltretutto, inostri possono vantare una delle migliori voci che la nostra penisolapossa offrire: cosa volere di più dalla vita?

TRACKLIST

  1. The Burn
  2. Bitter Crop
  3. Princess Of The Wolves
  4. Triumph Of The Darksword
  5. Windchaser
  6. Field Of Heroes
  7. Hot Lead Cold Steel
  8. Lure Of The Temptress
  9. Bloody Mary
  10. Impossible Infinity
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