voto
7.0
7.0
- Band: MESSIAH'S KISS
- Durata: 00:45:15
- Disponibile dal: 19/02/2007
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Il terzo album dei true metaller Messiah’s Kiss conferma la loro dedizione alla causa dell’heavy metal più classico, puro ed incontaminato. “Dragonheart” è un disco classicissimo, il cui sound deriva direttamente da pluripremiate band storiche quali Judas Priest, Iron Maiden, Accept o Dio. In ques’album si possono infatti trovare fortissime influenze ottantiane, associate ad una produzione impeccabile e ad una prova dei singoli componenti più che buona. Il cantante Mike Tirelli (Riot, Holy Mother) è il vero protagonista della scena, offrendo una prestazione che spazia da territori più vicini all’hard rock come “Open Fire” a mazzate in stile Grave Digger come la massiccia titletrack. Le composizioni, sebbene lascino volutamente trasparire un diffuso senso di déjà-vu, sono di buona fattura e dotate di un gran tiro. L’opener “The Ancient Cries” è un arrembante up tempo sostenuto da un riffone alla Accept/Primal Fear, di quelli fatti apposta per creare scompiglio sotto al palco, un inizio coi fiocchi. Il disco scorre piacevolmente tra pezzi tirati in in doppia cassa ed episodi più tranquilli come “Where The Falcons Cry” nella quale il versatilissimo Mike fa addirittura il verso a Ronnie James Dio. La lunga ed epica “The Ivory Gates” chiude degnamente il lavoro, aperta da una intro atmosferica, la quiete prima dell’ultimo assalto metallico. Bella la copertina, frutto delle doti artistiche di Luis Royo, anche se questo dipinto era già stato utilizzato dagli Skylark nel loro “Gate Of Heaven”, capita. Come avrete capito “Dragonheart” è un disco per gli amanti dell’heavy genuino e scevro da ogni tipo di modernismo. D’altronde, come loro stessi affermano in tema di contaminazioni: “Non vogliamo mischiare il vino o il whiskey con il succo di pomodoro!”… più chiaro di così!
