6.5
- Band: METAL DE FACTO
- Durata: 00:51:12
- Disponibile dal: 22/11/2019
- Etichetta:
- Rockshots
- Distributore: Audioglobe
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Nuovo six-piece dalla Finlandia che riunisce elementi di Ensiferum, Dreamtale ed Everfrost: quindi sì, vi state per affacciare ad un lavoro ispirato ad sound spiccatamente melodico. Più precisamente, la formazione si prodiga in un heavy/power di tipico stampo scandinavo che ricalca in toto i dogmi del genere proposto a metà anni Novanta da interpreti come Stratovarius e Hammerfall. Ascoltando la scaletta di “Imperuim Romanum” infatti gli accostamenti con le band citate, ma anche altre, non bisogna certo ricercarli con il lanternino e vengono sbattuti in faccia all’ascoltatore (vedasi la neo-classica “Colosseum” e la più hammerfalliana “Legionnaires’ Oath”) proprio per rievocare le sensazioni che il genere suscitò all’epoca e per cui si diffuse a macchia d’olio. Quindi tra una clavicembalata à la Johansson ed un ritornello epico si nota facilmente che l’intento dichiarato dei MdF è quello di voler riportare in auge il power metal di vecchia scuola rimarcandone volutamente, e talvolta sfacciatamente, i tratti distintivi. Ed a questo proposito meritano una menzione per la buona riuscita l’opener insieme a “Bacchanalia” e “The Ascending Of Jupiter”. C’è da dire che, nonostante la proposta a livello creativo risulti davvero stantia e prevedibile, la band è riuscita a cavarne un lavoro fluido e divertente per tutta la durata del full-length, sfruttando al meglio il concept sull’impero romano ampiamente anticipato da artwork e testi. La sensazione che più traspare dal punto di vista emotivo ascoltando il lavoro è il divertimento degli interpreti: il sestetto non vuole in alcun modo fare sfoggio di virtuosismi tecnici ma suonare materiale che trasmetta frizzantezza ed epicità; ed in questo senso la missione può dirsi compiuta, almeno per i primi ascolti. Perché sulla lunga distanza l’opera non dà molto da sviscerare e probabilmente finirà presto riposta nello scaffale. Nonostante ciò, i punti cardine dell’album rimangono quindi la semplicità delle strutture e l’immediatezza delle melodie, che come sempre però risultano un’arma a doppio taglio sulla lunga distanza, come dicevamo. “Imperium Romanum” di fondo è un lavoro composto da fan del power metal per altri fan nostalgici del power metal: come intento non è certo biasimabile, ma ce la faranno i nostri eroi a risollevare le sorti del genere?
