METALIUM – State Of Triumph – Chapter Two

Pubblicato il 12/05/2021 da
voto
8.5
  • Band: METALIUM
  • Durata: 00:54:53
  • Disponibile dal: 26/06/2000
  • Etichetta:
  • Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

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Pur non essendosi mai elevati allo status di autentiche leggende del metal made in Europe, è innegabile che i teutonici Metalium abbiano rappresentato, per almeno cinque episodi della loro carriera, una delle realtà più inossidabili e musicalmente avvincenti dell’intero panorama. Il loro storico fondatore e bassista Lars Ratz ha perso recentemente la vita in un incidente aereo e, anche se la band risultava ormai sciolta da una decina d’anni, la speranza di vederli tornare non era mai del tutto sfumata fino ad oggi.
Alla luce di ciò, vogliamo dedicare un Bellissimo a quel secondo atto di un’epopea metallica destinata a mantenere la sua efficacia belligerante almeno fino al capitolo cinque, dopo il quale ci sarà purtroppo un percettibile calo qualitativo cui seguirà a sua volta il definitivo scioglimento, per il dolore di tutti gli appassionati delle sonorità melodiche e nel contempo violente e graffianti.
Il secondo capitolo, uscito nel pieno del primo anno del nuovo millennio, rappresenta un’uscita importante per più ragioni, tra cui l’aver incarnato di fatto uno dei colpi di coda più ficcanti del suo genere di appartenenza, in un periodo in cui di fatto si stava manifestando una vera e propria rinascita degli stilemi classici in chiave moderna; e sebbene attorno allo stesso anno siano usciti album divenuti col tempo dei veri e propri fenomeni ‘di massa’, come ad esempio “Renegade” degli Hammerfall o “Nuclear Fire” dei Primal Fear, riteniamo giusto non dimenticare che anche tra le fila meno esposte hanno fatto la loro comparsa dei gingilli metallici di sommo spessore, maneggiati da guerrieri dalle doti combattive altrettanto sopraffine, se non addirittura migliori per certi versi. Sarebbe un vero peccato non concedere la giusta gloria a chi comunque, a prescindere dalla fortuna e dalla visibilità ottenuta, è stato capace di creare lavori di tale pregevolezza; e con un po’ di fantasia, il qui presente “State Of Triumph” si potrebbe descrivere come un mazzafrusto d’acciaio prima immerso nel metallo fuso e poi scagliato con tutta la forza in pieno volto. L’intera tracklist è infatti una vera e propria miscela di elementi tipici delle sonorità classiche, portate in questo caso all’estremo della loro potenza: dal micidiale guitar work, passando per una sezione ritmica tritaossa, fino ad arrivare ad un utilizzo grintoso e sapiente delle melodie, ogni elemento è stato tarato per conferire non solo all’album, ma all’intera band una matrice in perfetto equilibrio tra heavy, speed e power metal old school.
Dopo l’intro “Elements”, ci pensa la micidiale “Steel Avenger” a dare il via al massacro; in essa ritroviamo infatti tutti gli elementi sopracitati, illuminati dall’ugola limpida e squillante di quella bestia di vocalist che risponde al nome di Henning Basse, il quale ha continuato a fare carriera, malgrado l’abbassamento della sua estensione (come ci conferma il suo ingaggio nei Firewind concluso da poco). Il dettaglio più sorprendente, riscontrabile anche in “Years Of Darion”, è l’impressionante capacità dei Metalium di confezionare ritornelli emozionanti e quasi orecchiabili, abbinati però ad una musicalità demolitiva e tagliente al pari di poche altre, il tutto non lesinando sui dettagli: nella più ‘tranquilla’ “Break Out” infatti spiccano gli inserti di tastiera, simili per certi versi al famosissimo tema del videogioco “Mortal Kombat”, e persino voci femminili in sottofondo a scopo narrativo.
L’accoppiata invincibile è senza dubbio quella composta da “Erania” e “Stygian Flames”, due dei pezzi più inarrestabili dell’intero panorama metal di inizio anni 2000, superiori persino a quanto confezionato da svariati colleghi più inflazionati nello stesso periodo; e questo grazie ad una commistione pressoché perfetta tra un comparto strumentale belligerante, con numerosi sfoggi ritmici e solisti, e delle linee vocali che riuscirebbero a incrinare persino il vetro più spesso: in particolare, il ritornello della seconda menzionata sarebbe letteralmente da insegnare a chiunque voglia una sana lezione di songwriting anti-ruggine. Dopo due sciabolate del genere, ci pensa la lunga semi-ballad “Prophecy” a raffreddare il nostro spirito irato, anche se con quei chitarroni solisti è difficile non mantenere almeno un accenno di calore; similmente alla seguente “Eye Of The Storm”, che incarna perfettamente il concetto di midtempo heavy/power nella sua connotazione più classica.
Ci avviciniamo alla fine restando su velocità relativamente contenute grazie a “Inner Sight” e ai suggestivi cori che ne evidenziano la parte centrale, giungendo poi alla tanto attesa titletrack, che volontariamente sceglie di non buttare tutto in botti ed esplosioni, mantenendo coerentemente quella linea media che ha preso il sopravvento nella seconda metà del disco, dopo una prima fase totalmente orientata alla distruzione.
I Metalium hanno spesso avuto l’abitudine di chiudere i loro album con una cover, e in questo caso lo fanno grazie ad una versione iper-metallizzata di “Music” di John Miles, che di fatto corona quella che abbiamo vissuto ogni volta come una sorta di ascesa al trionfo: un trionfo di aggressività e brutalità, che poi modula in qualcosa di più fiero e parzialmente riflessivo, come un sovrano che omaggia la propria conquista a seguito di una violenta guerra. Purtroppo, la loro carriera rimarrà al massimo splendore ancora per circa tre quarti di decennio, fino al declino iniziato nel 2007 con “Nothing To Undo – Chapter Six”, a seguito del quale il nome di questa sottovalutata band andrà man mano a scomparire dai radar. La nostra speranza è che molti ascoltatori possano riscoprire la loro musica, sia per rendere giustizia al buon Lars, sia perché vent’anni fa l’heavy/power metal con la stessa potenza non lo suonavano in tanti.

TRACKLIST

  1. Elements
  2. Steel Avenger
  3. Years Of Darion
  4. Break Out
  5. Erania
  6. Stygian Flames
  7. Prophecy
  8. Eye Of The Storm
  9. Inner Sight
  10. State Of Triumph
  11. Music (John Miles cover)
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