6.0
- Band: METATRONE
- Durata: 00:41:47
- Disponibile dal: //2007
- Etichetta:
- Scarlet Records
- Distributore: Audioglobe
All’interno del mondo metal c’è una sorta di scena trasversale cheviene chiamata white metal e le band che ne fanno parte sono tra diloro accomunate non dalla musica proposta, ma dalle tematiche trattate.Infatti il white metal accomuna gruppi che omaggiano palesemente ed inmaniera consapevole il Cristianesimo. A questo filone appartengono apieno titolo gli italianissimi Metatrone, scovati dalla Scarlet egiunti all’esordio sulla lunga distanza con questo “The Powerful Hand”.Dato che non è il nostro lavoro, non ci metteremo a filosofeggiaresulle liriche, che trattano gli argomenti di cui sopra, ma cisoffermeremo sull’aspetto prettamente musicale del lavoro. Abbiamo quia che fare con un power prog piuttosto canonico, anche se con deglispunti davvero trascinanti. Vi sono rimandi piuttosto ovvi a Labyrinth,Vision Divine e Stratovarius ed altri ai maestri Queensryche e, inmaniera minore, ai Dream Theater. L’album in realtà si può dividereesattamente a metà, con le prime tracce veramente ben fatte e lerimanenti composizioni degne del power italiano più becero e dozzinale.Bene quindi “The Best Way”, con delle linee melodiche eccellenti, “OneIn A Million”, dall’ incedere che rimanda ai migliori Vision Divine econ un intermezzo arioso degno di “Images And Words”. Piuttosto buoneanche “Free And Forever”, con le sue fughe tastieristiche (opera diDavide Bruno) e dall’incedere velocissimo, memore della lezione degliStratovarius. Discorso a parte va fatto per “The Song Begins”, ottimatraccia peraltro, dove si assiste ad un vero e proprio plagio deiQueensryche del primo, imprescindibile, “Operation: Mindcrime”,soprattutto all’altezza della prima strofa, letteralmente identica aquanto fatto dal quintetto di Seattle. “The Rock” inizia a dare segnidi cedimento, con la sua eccessiva ripetitività. Per il resto, come giàdetto, non c’è più nulla di interessante da segnalare. Sfortunatamentei Metatrone non danno continuità alla propria azione ed è unpeccato, in quanto, errori di gioventù a parte, potevano essereuna buona sorpresa. Comunque i siciliani ci lasciano buone speranze peril futuro, seppure per ora rimangano incompiuti e discontinui. E,ragazzi, attenzione alle citazioni troppo palesi, mi raccomando: lecapacità di far bene con i propri mezzi ci sono tutte, dateci sotto eappuntamento al prossimo album.
