METHODICA – Clockworks

Pubblicato il 06/10/2020 da
voto
7.0
  • Band: METHODICA
  • Durata: 01:05:15
  • Disponibile dal: 02/10/2020

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Se è vero che spesso le prime impressioni su un album vengono ampiamente confermate e rafforzate dagli ascolti successivi, capita anche di ritrovarsi a rivedere in modo netto i primi giudizi, perché superficiali o non abbastanza approfonditi. Al sottoscritto è successo con “Clockworks”, terzo album in studio per i veneti Methodica, che possono vantare una carriera più che decennale ed un’importante attività live di supporto a formazioni eccellenti come Queensryche e Fates Warning. Ad un primo ascolto, infatti, ci era venuto spontaneo inserire i Methodica all’interno di quella folta schiera di band prog metal ancora fortemente ancorate agli stilemi del genere, a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Gruppi spesso non al passo coi tempi, soprattutto se riferiti ad una corrente musicale che, invece, ci sta regalando grandi soddisfazioni negli ultimi anni. Invece, addentrandoci tra i solchi virtuali dell’album, abbiamo iniziato a scavare sotto la superficie, trovandovi numerosi spunti interessanti.
Proviamo a spiegare più nel dettaglio quella che è stata la nostra esperienza, cercando di evidenziare le cause di questo iniziale malinteso: contrariamente alla maggior parte delle produzioni, che sembrano volersi giocare subito le carte migliori, “Clockworks”, a parere di chi vi scrive, procede in maniera inversa, andando a crescere progressivamente. I primi quattro brani non riescono a rappresentare pienamente le potenzialità del gruppo e, addirittura, se dovessimo scegliere l’anello debole dell’intero disco, la scelta ricadrebbe proprio sull’opener, “My Trick”. A partire dal quinto brano, invece, l’album sembra davvero svoltare e riesce a regalarci il vero sound dei Methodica: “A Dystopian Tale”, che vede come ospite Todd La Torre, è un brano cupo e potente, figlio del nostro tempo, rispettoso della tradizione ma senza essere nostalgico. Più in generale, tutta la seconda parte dell’album convince, con la band a mescolare in maniera credibile una maggiore varietà di influenze, dai Muse all’elettronica, raggiungendo un ottimo livello in brani come “1994” e “Before The Wrath”. Degni di nota, infine, anche i due brani finali, diversissimi tra loro: “Wreckage”, un malinconico abbandono accompagnato dallo sciabordio delle onde, e “Nail In My Hand”, rivisitazione in chiave elettronica di un brano presente nel loro primo album, “Searching For Reflections”.
“Clockworks”, dunque, sarà anche un album imperfetto, per certi versi sbilanciato, eppure è un lavoro che ha personalità e questo gli permette di farsi strada nell’ascoltatore, che necessita solo del giusto tempo per riuscire ad interpretarlo. Ci auguriamo che la prossima fatica possa portare ad un livello successivo questo nuovo percorso della band veronese, magari lavorando un po’ di sintesi sui passaggi più ridondanti ed enfatizzando quelli più potenti con un produzione più incisiva, ma nel frattempo sarebbe davvero un peccato non dare una chance ad una realtà meritevole come quella dei Methodica e al loro coraggioso “Clockworks”.

TRACKLIST

  1. A Trick
  2. When I Fell Out of the Sky
  3. The Door To You
  4. Shooting Stars
  5. A Dystopian Tale
  6. 1994
  7. Before The Wrath
  8. Cold Sun
  9. Wreckage
  10. Nail In My Hand (Redubmix)
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