MIASMAL – Tides of Omniscience

Pubblicato il 01/03/2016 da
voto
7.0
  • Band: MIASMAL
  • Durata: 00:41:00
  • Disponibile dal: 04/03/2016
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Universal

Dai Miasmal non è proprio il caso di aspettarsi arditi esperimenti o mirabolanti evoluzioni. Se si guarda in Svezia – o sempre nella scuderia Century Media – per tutte queste cose magari è meglio puntare sui Tribulation. Quasi tutti gli stessi Miasmal, inoltre, fanno parte anche degli Agrimonia, i quali ci hanno sempre abituato ad un sound molto articolato e progressivo! I Miasmal sono insomma nati per aderire ad uno stile più diretto e il nuovo “Tides of Omniscience” non cambia le carte in tavola. Come al solito, Pontus Redig e compagni miscelano vecchio swedish death metal con passaggi thrash e spirito hardcore, tenendosi alla larga da orpelli e complicazioni, ma, al tempo stesso, offrendo brani che, ad un ascolto attento, spesse volte risultano meno scontati del previsto. In effetti, nonostante le apparenze, i Miasmal non sono il classico gruppo retrò o forzatamente legato ad un suono e un immaginario rozzo e brutale. Ad esempio, i quattro di Gothenburg non abusano del classico pedale HM-2 per configurare il loro tono di chitarra. La produzione, non a caso, è rifinita nei celebri Fredman, studi che da sempre sono sinonimo di una resa sonora rotonda ed equilibrata. Il songwriting, infine, evita di replicare sempre e comunque le storiche formule dei vecchi Entombed, ecc; di sicuro i ragazzi spingono sull’acceleratore, ma il riffing possiede un piglio a suo modo particolare, visto che non aderisce mai in pieno a nessuna delle correnti citate in apertura. Le influenze sono ben dosate: l’anima hardcore mitiga e rende più agile quella death tradizionale, mentre nel mezzo si inseriscono scorribande più vicine al thrash o addirittura al metal classico. Fa da collante il grugnito di Redig, assieme ad una verve che rimanda qua e là ai famelici cugini Martyrdöd. Alla fine dei conti, i Miasmal non confezionano nulla di impressionante (e noi li preferiamo sempre in sede live), ma questi ragazzi fanno il loro dovere meglio di tante altre giovani realtà che proprio non riescono ad andare oltre l’ossessivo riciclo di un “Left Hand Path” o di un “Clandestine”. La loro è una proposta spontanea e pimpante: non sottovalutatela.

TRACKLIST

  1. Axiom
  2. Deception
  3. The Pilgrimage
  4. Venomous Harvest
  5. Perserverance
  6. Key to Eternity
  7. Earthbound
  8. Dark Waters
  9. Fear the New Flesh
  10. The Shifting of Stars
1 commento
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