6.0
- Band: MICHAEL HARRIS
- Durata:
- Disponibile dal: 10/07/2003
- Etichetta:
- Heavencross Records
- Distributore: Frontiers
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Ennesima ristampa in casa Heavencross. L’oggetto, stavolta, è il terzo album solista di Michael Harris, uscito originariamente nel 1999 per il Giappone e per gli Usa, pubblicato in Europa nel maggio 2002, e ristampato quest’anno dall’efficiente casa spagnola con l’aggiunta di due bonus track. La varietà stilistica continua ad essere uno dei marchi di fabbrica del virtuoso americano, in grado di destreggiarsi in ambiti musicali apparentemente agli antipodi. Dopo l’intro spagnoleggiante “Chambre Noire” parte un poderoso intro neoclassico in puro stile David Chastain magistralmente supportato da appoggi tastieristici degni del miglior MacAlpine per un brano, “Transmigration Of Souls”, che ha nelle ritmiche trash il suo punto di riferimento. “Identify Crisis” è un funk jazzato che presenta diversi assoli clean di pregevole fattura, mentre la successiva “Centurion” presenta delle modulazioni vicine ad una certa fusion ottantiana ed un uso dei temi portanti cari all’Andy Summers solista. Le ritmiche simil-Metallica di “Axalibur” non sono sufficienti a far risaltare una composizione un po’ anonima, meglio la divertente variazione classicistica “Mozart’s Ghost” e la splendida progressione blues di “Blue Tokyo”, seguita da “Winterlude”, rivisitazione di un estratto dalle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi. Interessanti i giochi di volume nella mini suite “The End Of Forever” mentre, tra le due bonus track, particolarmente efficace si rivela il funky-metal “Guitout”. Sufficienza piena, da dimenticare la copertina.
