7.0
- Band: MICHAEL SCHENKER
- Durata: 00:43:12
- Disponibile dal: 03/10/2025
- Etichetta:
- earMusic
Il recente contratto firmato da Michael Schenker con earMusic ha dato nuova linfa al percorso discografico del chitarrista tedesco, che ha già messo in cantiere ben tre album, ciascuno dedicato a un diverso aspetto della sua cinquantennale carriera. Dopo il primo capitolo, un omaggio agli anni trascorsi con gli UFO, il secondo album vede Schenker tornare sotto il monicker MSG, con un nuovo disco di inediti.
Come è noto, a Schenker piace collaborare con voci sempre diverse, e questa volta il ruolo di cantante principale è affidato all’ex Skid Row Erik Grönwall, sebbene, come vedremo, non manchino anche altri interventi. Che Erik sia dotato di una voce eccellente è cosa risaputa, e ne abbiamo avuto ulteriore conferma anche nel recente tour dello stesso Schenker. Non stupisce, quindi, ritrovarlo perfettamente a suo agio anche sul nuovo materiale, dove il suo timbro, al tempo stesso vellutato e potente, trova una collocazione ideale. Dal canto suo, il chitarrista costruisce una manciata di brani di buon livello, perfettamente in linea con la sua più recente produzione discografica, confermando ancora una volta l’ispirazione e il talento di un musicista che, nonostante l’età, non ha perso smalto. Certo, non siamo di fronte a canzoni destinate a entrare nella storia quanto i suoi classici, ma l’ascolto risulta assolutamente piacevole dall’inizio alla fine.
Rispetto ai lavori pubblicati con Nuclear Blast e Atomic Fire, il taglio scelto da Schenker guarda più da vicino al sound degli anni ’80, con le tipiche cavalcate (“Don’t Sell Your Soul”) alternate a midtempo coinvolgenti e melodici, come “Danger Zone” o “I Can’t Stand Waiting”. A dare ulteriore varietà all’album, poi, contribuiscono alcune canzoni affidate ad altre voci, più o meno note ai fan del chitarrista. Un veterano come Robin McAuley, ad esempio, impreziosisce “Eye Of The Storm” e “Sixstring Shotgun” con il suo timbro graffiante; il produttore Michael Voss presta la sua voce a un paio di brani, tra cui la sinuosa “Janey The Fox”, mentre Roberto Dimitri Liapakis dei Mystic Prophecy convince pienamente con la sua voce roca e scura in “It’s You”. Schenker, insomma, si dimostra sempre abile nell’adattare la scrittura alla voce che interpreterà il brano, permettendo a ciascun cantante di muoversi nel proprio contesto ideale senza mai risultare fuori posto. L’unico difetto è la presenza di qualche riempitivo di troppo: composizioni mai insufficienti, ma scritte talvolta con il pilota automatico.
Nel complesso, comunque, “Don’t Sell Your Soul” rappresenta esattamente ciò che ci si può aspettare da uno dei grandi nomi dell’hard rock mondiale: un disco piacevole, suonato con gusto, ben interpretato e capace di lasciarci con la curiosità per il terzo capitolo di questa inattesa trilogia.
