5.5
- Band: MIDNATTSOL
- Durata: 00:56:19
- Disponibile dal: 22/04/2011
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
I Midnattsol sin qui hanno probabilmente attirato l’attenzione più per la presenza della bella sorellina di Liv Kristine dietro al microfono che per la propria musica, anche se a sconfessare parzialmente questa maligna considerazione c’è invero il riconoscimento come “migliore promessa” nel 2009 al Metal Female Voices Fest. La band, divisa tra Germania e Norvegia, nel nuovo “The Metamorphosis Melody” conferma la propria devozione alla causa del metal sinfonico – a meno che non si voglia definire gothic metal tutto ciò che comprenda delle voci femminili in contrasto con chitarre distorte. Il metal melodico dei Midnattsol, infatti, si avvale di maestose aperture sinfoniche sui vari ritornelli atti a valorizzare le dolci melodie tessute dalla timbrica angelica e monocorde della singer Carmen Elise, ancora lontana dalla bravura e personalità della sorella maggiore. Le ritmiche rocciose costituiscono il solito prezioso elemento di contrasto con la spiccata tendenza melodica della band, mentre le influenze power metal sono ridotte ad un paio di canzoni – la buona titletrack in apertura e “Forlorn” – lasciando maggior spazio a manieristici mid-tempos accelerati. Come avrete capito, la personalità non è certo il pregio dei Midnattsol che, per completare i clichè imposti dal genere, non si fanno mancare qualche scorribanda folk registrabile in “Goodbye”, ad esempio, o nelle tematiche affrontate nei testi, talvolta in lingua norvegese. Il songwriting del terzo capitolo in studio sulla lunga distanza del quintetto multinazionale mostra qualche calo di troppo nella parte finale, ma regala nel corso dell’opera una serie di episodi ben congeniati, tra cui spiccano la ballata “The Tide” e l’ottima “Kong Valemons Kamp”, contraddistinta da un suggestivo break acustico. Una manciata abbondante di pezzi gradevoli, ben strutturati, prodotti e discretamente interpretati sono sufficienti a giustificare l’acquisto di “The Metamorphosis Melody”? Probabilmente la risposta affermativa è esclusivamente ad appannaggio degli sfegatati del genere; per un maggior coinvolgimento di pubblico serve ben altro coraggio e personalità.
