MIDNIGHT ODYSSEY / SWORDS OF DIS / ÔROS KAÙ / SERPENT ASCENDING – From The Waters Of Death

Pubblicato il 13/02/2026 da
voto
7.5
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Nel corso di una storia ormai assai consistente nella durata, l’etichetta italiana I, Voidhanger ci ha offerto pubblicazioni indubbiamente particolari e stravaganti, all’interno di un panorama già di suo vasto e sfaccettato come quello del metal estremo. Pure in un ambito così smisurato, la label è divenuta un punto di riferimento imprescindibile per chi scelga un approccio ‘strano’ a trecentossesanta gradi nell’extreme metal e in universi sonori ad esso correlati.
Vi è insomma una cosiddetta “identità-I, Voidhanger” a permeare il grosso delle sue pubblicazioni e ci sono progetti che sarebbe praticamente impossibile ricondurre ad altre case discografiche, tanto sono caratteristici e aderenti a un certo tipo di filosofia. “From The Waters Of Death” appartiene per l’appunto a questa categoria di album. Siamo in presenza di uno split a quattro teste, che chiama in causa esponenti di lungo corso e più recenti del metal estremo sperimentale. Sono protagonisti di cinque canzoni atte a descrivere in chiave moderna il primo poema epico della storia, quello di Gilgamesh, testimonianza culturale dell’antica cultura mesopotamica.
Le band chiamate in causa hanno una continuità sul piano stilistico e concettuale, come hanno alcune significative differenze, che ricadono ovviamente sulla tracklist, così da condurci a un viaggio sicuramente impegnativo, ostico in alcuni frangenti e coerente con quello che ci si attenderebbe da ogni singola entità qui presente.

La partenza è affidata a Serpent Ascending, con “Aruru Births The Lord Of The Wilderness” e qui si nota quale sarà l’elemento destinato a unire, pur nelle loro peculiarità, gli episodi della tracklist: stiamo parlando della voce di Alice Corvinus, cantante degli Swords Of Dis, interprete di impronta gothic metal che presta la sua voce in ogni traccia. Per la creatura di Jarno Nurmi, in passato nelle fila dei più noti deathster finlandesi Desecresy, la canzone è un compendio delle sue tante influenze, che passano dal death metal delle origini – omaggiato più che altro per alcune ritmiche e qualche momento di ferocia nel cantato – a una singolare miscellanea di sonorità atmosferiche, tra epos rarefatto e avant-garde. Nonostante la durata ponderosa – quasi un quarto d’ora – e uno sviluppo decisamente poco circolare, “Aruru Births The Lord Of The Wilderness” scorre bene, richiamando involontariamente gli In The Woods… di “Omnio” e, nelle sottigliezze di alcune trame, quelli del successivo “Strange In Stereo”.

“Into the Wailing Darkness They Fell, Where the Mouth of Fire Awaits” di Ôros Kaù va in un’altra direzione, nel segno del momento più aspro dell’album. Progetto black metal di CZLT, la cui incarnazione più rappresentativa sono i colossali Neptunian Maximalism e il loro stoner/doom sperimentale, Ôros Kaù plasma un black metal dai toni marziali, incline alla dissonanza ma senza esagerare in labirintismo: anche in questo caso l’emulsione con la voce della Corvinus dà un tocco speciale alla narrazione, creando legami con quel che è venuto prima e ammansendo, almeno parzialmente, uno stile altrimenti furibondo e implacabile.

Gli Swords Of Dis si prendono a questo punto la parte preponderante della tracklist, occupandone la sua porzione centrale con le infinite – pure nei titoli, qui abbreviati – “From Egalmah They Rode…” e “Blood Stains the Altar of the Sun…”. La prima ci porta verso sonorità sprizzanti esotismo, melodie orientaleggianti traboccano ovunque, incastonandosi in un arazzo multicolore di arie gotiche, momenti magniloquenti, stacchi veementi e un pathos teatrale. La seconda viaggia su coordinate simili, risuonando solo leggermente più violenta, dura e tesa, andando così a lambire territori symphonic black metal.

Infine, abbiamo Midnight Odyssey, protagonista di un brano piuttosto diretto per le sue abitudini: “From The Setting Of The Sun…” abbandona a larghi tratti il contegno epicheggiante delle sue ultime opere, portandosi verso ritmiche incalzanti, cantato in screaming, un uso delle tastiere meno enigmatico del consueto e un tono generale decisamente black metal. Solo mediato dai frequenti interventi della Corvinus e aperture mistiche allineate alle tematiche relative al poema di Gilgamesh.

Se si amano le band qui protagoniste e, più in generale, si apprezza l’eclettismo obliquo del catalogo I, Voidhanger, “From The Waters Of Death” saprà gratificare l’ascoltatore. Si tratta di una pubblicazione ambiziosa, concepita per essere qualcosa di unico, pur senza stravolgere le identità sonore dei musicisti che vi si sono messi in gioco. Anzi, nell’accostare le loro idee si è trovato un indirizzo comune che rende l’opera a suo modo scorrevole e priva di grosse rotture da un brano all’altro. Un lavoro d’insieme sicuramente ben eseguito.

TRACKLIST

  1. SERPENT ASCENDING - Aruru Births The Lord Of The Wilderness
  2. ÔROS KAÙ - Into The Wailing Darkness They Fell, Where The Mouth Of Fire Awaits
  3. SWORDS OF DIS - From Egalmah They Rode Toward The Howling Cedars Where The Blood Of Beasts Is Spilled And The Silence Of A Scorned God Cracks The Earth
  4. SWORDS OF DIS - Blood Stains The Altar Of The Sun And In Ishtar's Mourning The Feral Lord Of Desolation Awaits The House Of Dust
  5. MIDNIGHT ODYSSEY - From The Setting Of The Sun And Through The Waters Of Death, The Faraway, Uta-Napishtim, Lies Hidden
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