6.5
- Band: MIDNIGHT
- Durata: 01:11:25
- Disponibile dal: 20/02/2017
- Etichetta:
- Hells Headbangers
Allora, un piccolo riassunto delle puntate precedenti: i Midnight sono una band attiva dall’oramai lontano 2003, da Cleveland, Ohio, e suonano quello sleazy e punkeggiante speed metal che tanto vi piace se siete fan di Motorhead, a dire un nome a caso, ma anche gente come Venom, Discharge, i Metallica di “Kill’Em All” e in generale tutto quello che vi viene in mente pensando a roba veloce, incazzosa e riff oriented alla primi anni’80; e si, anche i Darkthrone dei dischi punk. Fattisi una nomea a suon di EP lanciati a destra e manca e un paio di full length che non deludono, in attesa di pubblicare un nuovo album, i nostri ci propongono oggi, tramite Hells Headbanger, una raccolta dei precedenti EP, impreziosita da qualche live e cover godibilissime (“In League With Satan” dei Venom, come anche “Too Loud For The Crowd”, ma anche roba dei Pagans come “When I Die” o “Breakout” dei Taipan) ma soprattutto quattro brani inediti che sono il punto più interessante delle venticinque tracce che trovano qui spazio. Specificando che i quattro brani erano usciti su 12” – da soli – a fine dicembre, cosa possiamo dire di quest’oretta di musica che ci arriva tra le mani? Ad esempio che piaceranno, e questo è sicuro, ai fan dei Midnight, che potranno ascoltare qualche demo version e avere un’idea chiara del repertorio della band con una maggior completezza – e in generale a tutti i fan delle melodie stradaiole e grezze, dei brani in your face come si facevano agli inizi, e a quelli dei concerti con birra lanciata in giro, sudore e gente che corre in circolo durante i concerti. Quattro tracce dovrebbero essere poche, di regola, per giudicare un prodotto o una band, ma non è questo il caso, visto che pezzi come “Death Scream” o “Ready For Destruction” lasciano davvero poco all’immaginazione e puntano direttamente a riproporre, ancora una volta e qui con successo, gli stilemi classici che hanno costruito un genere. “Who Gives A Fuck” dice il secondo brano del disco; appunto: dateci altri vent’anni di questa roba qui, e a noi andrà bene comunque. Di sicuro quando ci troveremo di fronte ad un disco completo potremo spendere qualche parola in più, intanto un ascolto a quest’antipasto ci sta tutto.
