MIDRYASI – Black, Blue & Violet

Pubblicato il 12/03/2013 da
voto
7.0
  • Band: MIDRYASI
  • Durata: 00:38:56
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: My Graveyard Productions
  • Distributore: Masterpiece

I Midryasi non amano né hanno mai amato fare le cose di fretta, preferendo prendersi il loro tempo per riuscire ad offrire musica qualitativamente valida. Così é stato anche per questo “Black, Blue & Violet”, terzo studio album del combo lombardo e primo per i ragazzi della My Graveyard Productions. Il nuovo lavoro segna anche l’ingresso nel combo dell’abile tastierista Umberto Desanti, già con i progster Nekrosun. Negli anni – pur rimanendo fedele ad una formula di fondo mutuata direttamente dai Pentagram – il sound dei Nostri si é arricchito e raffinato fino ad arrivare all’odierno mix di doom metal ossianico, rock settantiano ed un pizzico di dark prog di scuola tutta italiana. Il fil rouge con il passato si sente sempre, ma sono ormai lontani i fasti malati e deviati del fenomenale esordio, pura follia messa in musica in maniera semplice ed efficacissima. Nonostante ciò, i Midryasi si dimostrano sempre degli ottimi compositori ed anche le sette tracce presenti in questa opera terza non tradiscono le aspettative. Sin dall’iniziale “The Counterflow” veniamo travolti da una ricchezza sonora mai così piena ed elaborata, merito certamente delle keyboards di Desanti, ma anche del lavoro di Paul Paganhate alla sei corde, di matrice molto space rock. Dietro le pelli Sapappah si conferma drummer che non ama i fronzoli ma preferisce rimanere concentrato nella ricerca della soluzione più semplice per rendere i brani efficaci. Convulsion poi rimane quell’animale che ricordavamo, dotato di un’ugola acida e sgradevole che si sposa benissimo con la proposta della band. “Diagonal” é uno dei brani più ragionati dell’intera discografia dei Nostri, con il proprio incedere fin troppo controllato che viene bilanciato da un intelligente utilizzo di sonorità spaziali e distanti. “Behind My Ice” é un rock muscoloso, innervato da robuste dosi di space e di psichedelia, a cavallo tra Black Sabbath, Hawkwind e Gong. Il brano parte in sordina per poi evolvere verso un finale in crescendo assolutamente entusiasmante. “Back In The Maze” mette in risalto il basso tonante di Convulsion, che guida un brano di doom rock stravolto, drogato e piuttosto acido, il cui break centrale chiaramente debitore del prog settantiano é la cosa più complessa mai scritta dai varesini; la title track viene aperta ancora dal basso che, accompagnato poi dagli altri strumenti, gioca con sonorità vicine agli Hawkwind, salvo poi spostare il baricentro verso un heavy rock grintoso e a tratti anche arioso, come evidente ascoltando il poderoso bridge. Le tastiere si prendono uno spazio molto vasto, andando a creare arabeschi progressivi mai fini a sé stessi, mentre la sezione ritmica guida in maniera ottimale un brano tanto semplice nella struttura quanto ricco negli arrangiamenti. La spiazzante “The Nuclear Dog” sfrutta la semplicità del garage punk e sonorità a cavallo tra space e fuzz per ottenere un effetto old school di grande valore. Inoltre, Convulsion ritrova la follia vocale che lo caratterizzava ad inizio carriera e che a conti fatti é uno dei veri valori aggiunti dei Midryasi. In conclusione, “Hole Of The Saturday Night” é un doom space ultra saturo che rimanda ai Pentagram e che a conti fatti é il brano che più ricorda il passato remoto della band. Più luci che ombre, quindi, su “Black, Blue & Violet”, che ci mostra un combo al quale non piace adagiarsi su quanto fatto in passato e che continua le proprie sperimentazioni su sonorità vintage, riproposte nella loro ottica stravolta e cavernicola. Sicuramente inferiore (e di molto) allo sconvolgente esordio, ma comunque un lavoro molto interessante da avere nella propria discografia.

TRACKLIST

  1. The Counterflow
  2. Diagonal
  3. Behind My Ice
  4. Back In The Maze
  5. Black, Blue & Violet
  6. The Nuclear Dog
  7. Hole Of The Saturday Night
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