MIDWIFE – Luminol

Pubblicato il 24/07/2021 da
voto
7.5
  • Band: MIDWIFE
  • Durata: 00:32:59
  • Disponibile dal: 16/07/2021
  • Etichetta:
  • Flenser Records

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Midwife, ovvero Madeline Johnston, torna e continua per la strada che aveva percorso con il precedente e acclamatissimo “Forever”. La schiva polistrumentista statunitense si ripresenta con “Luminol”, disco, se possibile, ancora più denso e riflessivo del suo diretto predecessore, nel quale il progetto ancora una volta rivendica radici profonde nella tradizione del post rock, del drone e del dream pop. Personaggio anomalo in un panorama underground nel quale anche realtà dalle sonorità difficilissime riescono insperatamente a godere di notevole hype, la Johnston è una sorta di sfuggente cantautrice che puntualmente riappare alle proprie condizioni per raccontare la conquista di una frontiera interiore attraverso il passaggio obbligato nei territori oscuri popolati dai propri demoni. Nonostante la presenza di ospiti come Dan Barrett (Have A Nice Life), Tucker Theodore, Angel Diaz (Vyva Melinkolya), Zachary Cole Smith, Ben Newman e Colin Caulfield (DIIV), la musica di Midwife si conferma sempre altamente intima e inquieta, annegando spunti corali e melodie limpide in pozze di riverberi e brusii, trasformando potenziali ballad in nenie distorte. Non c’è nessuna vera evoluzione nella proposta e nessun cambio di strategia o di obiettivo. La musica rimane incentrata sulla ricerca di un impatto emotivo tanto grande quanto scarno; la struttura armonica dei pezzi è semplice, spesso tutto ruota attorno alla ripetizione di pochi temi su cui viene intessuta una stratificazione lenta di suoni.
“Luminol”, come accennato, è un lavoro ancora più tetro dell’album dello scorso anno, incentrato su una vena malinconica che si addensa man mano che ci si addentra nella tracklist, fino a sfociare in un senso di vera inquietudine che solo di rado lascia spazio alle stelle del vasto cielo del New Mexico, stato in cui la musicista si è trasferita di recente dopo una vita trascorsa in Colorado. Brani come “God is a Cop” e “Promise Ring” introducono dei mantra che convergono alla fine su melodie suadenti, sottolineando ancor di più come la musica e i paesaggi sonori tenui che disegna nell’aria siano piuttosto un viaggio dentro i sentimenti più intimi e riservati della protagonista.
A conti fatti, “Luminol”, a differenza del più ritmato “Forever”, non è esente dal rischio della ripetizione e della monotonia, tuttavia a un attento ascolto saprà comunque conquistare grazie alla propria sincerità e ad una vocalità sì delicata, ma capace di racchiudere versi e parole taglienti come un rasoio.

TRACKLIST

  1. God Is A Cop
  2. Enemy
  3. 2020
  4. Colorado
  5. Promise Ring
  6. Christina’s World
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