7.0
- Band: MIND/KNOT
- Durata: 00:22:36
- Disponibile dal: 01/09/2023
- Etichetta:
- Time To Kill Records
Un disco di lotta, eversione, furia e riflessione, il secondo album dei romani Mind/Knot. Partiti nel 2018 come formazione hardcore di stampo old-school, avente come riferimenti più prossimi Black Flag, Minor Threat, Bad Brains, si sono scrollati di dosso poco per volta queste influenze, approdando ora con “Esigenza” a un discorso più frastagliato, spigoloso, frenetico.
“Esigenza” raggruma sedici schegge sonore, assecondando un impianto musicale e concettuale che sa di sfogo caotico e selvaggio, compiuto da personalità inquiete e senza pace. Un album radicato nelle convulsioni della società contemporanea, incorporante sia trame mathcore tipicamente americane, sia lo speciale gusto melodico e, allo stesso tempo, l’esplicazione della rabbia che solo una band italiana sa proporre. Come già la copertina fa intuire, l’atmosfera generale è plumbea, quella di una metropoli al collasso e con lei chi vi abita, costretto a sopravvivere tra mille orrori, frustrazioni, difficoltà che inevitabilmente fanno salire il nervosismo oltre i livelli di guardia.
Nonostante la breve durata – poco oltre i venti minuti – il gruppo sa immettere in questo breve tragitto temporale in sua compagnia tante diverse sfumature, per dare vita a un affresco complessivo forse fin troppo conciso, ma esaustivo nel mettere in mostra tutto l’arsenale del quartetto. Il punk più crudo e sfacciato rimane una cornice di massima nella quale inquadrare il flusso schizofrenico degli strumenti – le radici non si dimenticano, a volte sono manifeste, in altre occasioni appaiono più sfumate, ma sempre presenti. Dal primo disco “Eat The Leaf!” del 2021 i passi compiuti sono notevoli, adesso il lavoro di chitarra è più mutevole, nero, pesante, sempre scattante ma addensato in una serie di piccole sfumature che lo rendono talvolta sfuggente, astioso eppure in controllo.
I Mind/Knot sono una creatura che vive di assalti e attacchi sfrontanti, però questi possono assumere diverse sembianze, passando da tirate hardcore semplici e dirette, a contorsioni ritmiche assai più virulente, connesse da tempi medi tesissimi e molto dinamici. Il camaleontismo, tra e dentro le singole tracce, è una cifra distintiva dei ragazzi romani, che sembrano prendere spunto da tutto ciò che di particolarmente distorto e perverso si annida all’interno e appena fuori dall’hardcore. Ecco allora le striature noise, quelle crust, piccole incursioni nel metal estremo, per allestire un suono sfibrante e deragliante, tenuto assieme ed esaltato da un equilibrato mix di impulsività e calcolo.
La band sa suonare, non si limita a erompere in sfoghi irrazionali, maneggia riff assassini e cambi di tempo per dare imprevedibilità e sentimento alla sua proposta, rifuggendo sia il manierismo affiorante in certo hardcore/metal ‘annerito’, sia una lettura eccessivamente fredda di queste sonorità.
I limiti, come accennato, sono a nostro avviso nella brevità dei singoli frammenti sonori: pur riconoscendo che sia sostanzialmente, quello di riferimento della band, un ambiente che richiede brevità e concisione, l’impressione è che uno sviluppo soltanto un poco più ampio delle idee messe in mostra avrebbe giovato all’impatto complessivo di “Esigenza”. Intendiamoci, funziona più o meno tutto al suo interno, ma soprattutto le fasi più lugubri e meditate sembrano chiamare un allungamento, un’ampiezza che viene concessa solo in piccolissima parte. Pensiamo in particolare alle canzoni più sperimentali e articolate, come “My Queen” o la conclusiva “Warcrimes”, o quelle di retrogusto tragicamente malinconico (“Keep Me Alive”).
Al di là di questa idea, rimastaci in testa dai primi ascolti e non più andata via, il secondo album dei Mind/Knot è un ottimo compendio di sonorità hardcore/punk evolute, oltranziste, rifinite nei dettagli e, indubbiamente, devastanti negli effetti. Da seguire con attenzione.
