MINDWARS – Sworn To Secrecy

Pubblicato il 06/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: MINDWARS
  • Durata: 00:44:35
  • Disponibile dal: 04/01/2016
  • Etichetta: Punishment 18 Records
  • Distributore: Andromeda

Seconda uscita in due anni per i Mindwars di Mike Alvord ed il ritorno verso le sonorità degli Holy Terror (di cui, come avevamo scritto due anni fa, la band è – se non reincarnazione – una sorta di continuo) si fa più deciso. Tutta la produzione risulta sicuramente pulita e moderna, ma questa volta (a differenza del precedente “The Enemy Within”) pare più rispettosa delle radici ottantiane di quello che, a differenza degli Holy Terror, è ora un power-trio thrash, formazione (almeno nell’immaginario di molti) più consona al sound europeo. Si parte subito a cannone, con “Sworn To Sorcery” e “Cradle To Grave” e notiamo con piacere che tutto scorre liscio, molto più amalgamato, segno che, in questi due anni, la band è riuscita a costruire una propria identità, dove Danny Pizzi e Roby Vitari trovano il loro spazio e non sembrano solo ‘i due tizi che suonano con Alvord’. Purtroppo ci pensa “Lies” a evidenziare uno dei maggiori limiti della band: la voce. Il vecchio Mike è un buon urlatore, come si addice al genere, ma quando il pezzo richiede più tecnica e più espressività, va un po’ in crisi. Il disco, dopo l’interlocutoria “Twisted”, si riprende con “Helpless” con uno stile vocale che ricorda molto il Mike Muir di “How Will I Laugh Tomorrow When I Can’t Even Smile Today” (con i dovuti distinguo) ed il pezzo stesso ricorda i pezzi lenti dei Suicidal Tendencies, pur senza la vena di ‘disperazione’ di Muir. Molto bene anche la successiva “Scalp Bounty”, forse il pezzo più Eighties di tutto il disco, con un gran bel tiro e l’alternanza di uptempo e midtempo che portano all’headbanging più sfrenato: uno di quei pezzi che fa venir voglia di massacrarsi in un moshpit, mentre l’ottima “Rest Now (For Tomorrow Comes)” risente ancora una volta di un cantato poco dinamico (diciamo che la struttura del pezzo è di quelle che gettano sulle spalle del cantante quasi tutto il lavoro e, quindi, la riuscita del pezzo). Alvord ci prova e tenta di sopperire con interpretazione, ma alcuni oggettivi limiti tecnici della sua voce vengono alla luce in tutta chiarezza. La successiva “No Voice”, invece, si riassesta su un ottimo livello, ricordando vagamente i Testament di “The New Order”, mentre “Prophecy” ci riporta nuovamente al problema della voce. Si chiude con “Release Me” e “Transporting”, entrambi pezzi di buon livello. Come abbiamo scritto in occasione della recensione del debut della band, risulta difficile non fare un paragone con gli Holy Terror e questo non può che penalizzare i Mindwars, sopratutto per via della voce. Non ci fosse quest’ombra ingombrante (che non si può ignorare, visti i continui rimandi che la band fa al passato di Alvord), questo sarebbe un gran bel disco e, nonostante tutto, risulta migliore del precedente. Certo: è un lavoro rivolto quasi unicamente agli appassionati del genere e forse ha poco da dire a chi non vive di pane e thrash, ma è sicuramente un bel passo avanti rispetto al loro debutto.

TRACKLIST

  1. Sworn To Secrecy
  2. Cradle To Grave
  3. Lies
  4. Twisted
  5. Helpless
  6. Scalp Bounty
  7. Rest Now (For Tomorrow Comes)
  8. No Voice
  9. Prophecy
  10. Release Me
  11. Transporting
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