MINISTRY – Animositisomina

Pubblicato il 14/03/2003 da
voto
7.5
  • Band: MINISTRY
  • Durata: 00:53:50
  • Disponibile dal: 14/03/2003
  • Etichetta:
  • Distributore: Edel

Dopo una raccolta e un live, ecco finalmente emergere dalle acque torbide della sovversione musicale ed ideologica “Animositisomina”, nuovo album dei Ministry di Al “Qaeda” Jourgensen, che per giustificare l’uscita di tale opera si è espresso con un significativo “I got pissed again!”. A partire da una copertina enigmatica e controversa, fino alla natura ermetica dell’acrostico posto come titolo al disco, tutto fa capire che la voglia, forse la necessità, di provocare dei Ministry non è mai scemata. Padri putativi dell’industrial metal, carica che, ad ogni buon conto, la band stessa disconosce, i nostri sono tornati con un disco nettamente spaccato a metà all’altezza di “Shove”, quinta traccia del lavoro che funge da spartiacque tra una prima parte abrasiva e tagliente ed una seconda maggiormente declamatoria. Si parte con “Animosity”, scoria di punk industriale che si dimostra moderna nella forma, ma che taglia e infetta come un buon vecchio coltellaccio arrugginito. Scorrono a seguire una manciata di brani incendiari, in cui i deliri vocali del signor Jourgensen si infrangono su un muro di chitarre rumorose e di percussioni che sanno di fastidio metallico. Dalla già citata “Shove”, una sorta di incesto perpetrato dagli Einsturzende Neubauten ai danni di un impotente Iggy Pop (brutta immagine, lo ammetto…), le scansioni ritmiche si fanno meno martellanti e le melodie più sinuose, addirittura liquide in certi frangenti (la conclusiva “Leper” ad esempio), come a voler disegnare la rotta di onde subliminali che portano, inarrestabili, il virus dell’anti-cultura. Se a livello di impatto siamo un po’ sotto “Psalm 69”, il grado di pericolosità della band americana è del tutto invariato, quasi a voler confermare che, anche in anni di adorazione del vano e di insensibilità patologica, chi coltiva, produce ed inietta fastidio è in grado di penetrare le corazze più resistenti.

TRACKLIST

  1. Animosity
  2. Unsung
  3. Piss
  4. Lockbox
  5. Broken
  6. The Light Pours Out Of Me
  7. Shove
  8. Impossible
  9. Stolen
  10. Leper
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