MIOSIS – Albedo Adaptation

Pubblicato il 26/05/2009 da
voto
6.0
  • Band: MIOSIS
  • Durata: 00:51:12
  • Disponibile dal: 23/01/2009
  • Etichetta:
  • Lion Music
  • Distributore: Frontiers

Spotify non ancora disponibile

Apple Music non ancora disponibile

I Miosis vogliono essere i nuovi Tool. Questo è chiaro fin dalle prime note del full length di debutto “Albedo Adaptation”, pubblicato dalla prolifica etichetta Lion Music e meta delle attenzioni incuriosite dei fan dei già citati Tool ed Isis. Gli svedesi ci consegnano un lavoro dotato di due anime contrastanti, che scalfiscono la nostra esperienza di ascoltatori, lasciandoci soddisfatti solo a metà. Le due anime contrastanti sono la musica e la voce. Due entità che, se nel caso della band di “Lateralus” stupiscono per la capacità di coesistere magnificamente tra di loro, qui risultano eccessivamente scollate tra loro, convincendoci soltanto che questo lavoro sarebbe stato uno dei più validi di questo 2009 se solo avesse avuto un cantante diverso. La voce di Erik Skoglund è un pesce fuor d’acqua nelle geometrie musicali della band, su cui svetta l’ottimo lavoro al basso di Mikael Mangs Edwardsson, come dimostra per esempio l’opener “State of Lacuna”, ovvero l’emblema dell’espressione “un’occasione sprecata”. Un cantante che sarebbe a suo agio solo a band come Killers, Keane e compagnia bella non può neanche avvicinarsi ad un genere come questo, che potremmo definire dark progressive metal. A questo punto, dopo le strazianti urla di “Once Divine” il nostro cervello volutamente attua in automatico un filtro alla musica dei Miosis, spogliandola dall’apparato vocale, per cui risulta complicato stilare una recensione che sia obiettiva. Il tempo di ascoltare “Our Floods”, ottimo pezzo strisciante, e ci rendiamo conto di quanto sia complicato risultare completamente credibili emulando i Tool. Quello è un sound che nessun’altro possiede, i cui ingredienti sono stupendi e affascinanti, ma anche maledettamente pericolosi se gestiti dalle mani sbagliate. “Benandanti” e “The Lucid” si dimostrano a questo proposito convincenti solo ad un ascolto superficiale, evidenziando invece dopo un attento ascolto una prolissità sintomatica, propria di chi ha tanto da dire, ma non sa ‘come’ dirlo. Meglio la stringata “Flow”, pur con i soliti problemi vocali, e la conclusiva “Red”, forse il pezzo meno originale ma anche quello dove la band sembra divertirsi di più. Perchè non c’è niente di più divertente di emulare i propri idoli.

TRACKLIST

  1. State of Lacuna
  2. Once Divine
  3. Our Floods
  4. Benandanti
  5. Flow
  6. The Lucid
  7. Red
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.