MIRRORMAZE – Walkabout

Pubblicato il 22/05/2012 da
voto
7.5
  • Band: MIRRORMAZE
  • Durata: 01:02:40
  • Disponibile dal: 28/05/2012
  • Etichetta:
  • Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

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La Bakerteam non sta fallendo un colpo. Basta citare, solo nell’ultimo periodo, gli ottimo Bejelit e The Ritual, e i recenti hot album di Rhope, Adimiron e Gory Blister per rendersene conto. Non da meno sono i Mirrormaze, al debutto anche loro sulla ottima scuderia italiana, che con questo “Walkabout” ci forniscono un buon disco di metallo progressivo di pregevole fattura, anche per loro che vale la meta dell’hot album. Progressive metal dicevamo, di quello più puro ed incontaminato, che ricorda da vicino, oltre ai soliti numi tutelari Dream Theater e Symphony X, soprattutto i suoni nervosi e malinconici degli statunitensi Redemption. Molto simili sia a livello di fraseggio nelle nervose ritmiche di Daniele Penna, che a livello dell’elevata intensità interpretativa, i Mirrormaze condividono con la band di Nick Van Dyk anche il cantante Ray Alder, presente come ospite su “Walkabout” nella bellissima traccia “Deeper Signs”. A cementare infine il paragone con la band americana, ci pensa lo stesso cantante dei Mirrormaze, Fabio D’Amore, in possesso di una timbrica e di uno stile interpretativo sentito e passionale, che da vicino ricordano quelli del bravo Alder. Gli ingredienti per un album di successo sembrano dunque esserci tutti, e i membri dei Mirrormaze ne fanno indubbiamente un ottimo uso, miscelando le innegabili qualità tecniche di cui tutti sono dotati con la forte verve interpretativa del loro bravo cantante, riuscendo nel difficile obbiettivo di riempire di mood ed emozioni la loro complessa base progressive, creando una musica che sia farà impazzire gli amanti del progressive standard e della tecnica a tutti i costi, ma che può facilmente piacere anche a chi nella musica cerca un feeling vibrante e un gran coinvolgimento emotivo. Lontani dal modello della band progressive impeccabile tecnicamente ma fredda sotto il profilo emozionale, i Mirrormaze lavorano invece proprio a livello delle sensazioni evocate con la musica, mischiando nelle loro complesse partiture sentimenti contrastanti quali malinconia e paura, disperazione e abbandono, per un risultato che non rimane mai uguale a se stesso. Poco spazio sembra esserci in “Walkabout” per sentimenti positivi e leggeri, l’impressione generale è quella di una forte introspezione nei lati più oscuri della propria anima, quella dove si celano i nostri sogni più nascosti, ma anche quelli più veri. Le canzoni sono tutte dal minutaggio abbastanza elevato, con picchi nelle due suite “Lost In Belief” e ”Broken Soul” di anche nove minuti; ma in genere la varietà delle idee inserite e l’alto interesse che si crea intorno alle ottime linee vocali sono più che sufficienti per non rendere il pezzo indigeribile, e anzi ne valorizzano la classe e la qualità. Un disco dunque rivolto ai fan del progressive, ma che fornisce melodia e potenza in grado di soddisfare anche quei palati che preferiscono una proposta musicale più lineare e meno complessa. Complimenti!

TRACKLIST

  1. Prisoner
  2. Earn Your Answers
  3. Vicious Circle
  4. Lost In Belief
  5. Joke
  6. Deeper Signs
  7. Walkabout
  8. Missing
  9. Broken Soul
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