MISANTHROPE – Sadistic Sex Daemon

Pubblicato il 04/11/2003 da
voto
7.5
  • Band: MISANTHROPE
  • Durata: 50:33:00
  • Disponibile dal: /10/2003
  • Etichetta:
  • Holy Records
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile.

Dunque, dunque… suppongo che ognuno di voi abbia uno o più gruppi preferiti e/o di culto, dei quali fidarsi ciecamente sempre e comunque, senza il minimo timore che questi possano deludere, in quanto sapete già che qualsiasi cosa essi compongano sarà per voi il nuovo Eldorado musicale… non dite che non è proprio così, a volte! Per chi scrive, uno di questi Miti musicali sono proprio i francesi Misanthrope, al cui nuovo disco, “Sadistic Sex Daemon”, assegnerei di principio un voto ben superiore al 10, dopo neanche mezzo ascolto! Alla faccia dell’imparzialità e della professionalità… ma, bando ai preamboli, cominciamo col dire che la band in questione è, senza discussione, una delle entità musicali più sottovalutate della scena estrema mondiale: mai compreso a fondo e mai amato dalla critica (ricordo benissimo una recensione di un noto giornalista italiano che li paragonava inopinatamente ai Rhapsody, non sapendo, a parte l’oggettiva cavolata scritta, che i Misanthrope esistono da ben quindici anni!), il combo transalpino ha subito una decisa evoluzione nel corso degli anni, passando da sonorità criptiche e d’élite (fino a “1666…Theatre Bizarre”) ad album geniali e fantasiosi (“Visionnaire”), da ammiccamenti alla scena svedese (“Libertine Humiliations”) alla sorta di black/death orchestrale iper-tecnico dell’ultimo “Immortal Misanthrope”. E ora? Ora, l’estro artistico-compositivo di Jean-Jacques Morèac (bassista eccezionale e tastierista) e di Philippe Courtois, conosciuto fra i mortali come S.A.S. De L’Argilière, reincarnazione dell’anima perduta di Alceste, il Misantropo alter-ego dello scrittore Molière, ha condotto la band attraverso un processo di, diciamo, auto-analisi, in quanto il nuovo parto può venir tranquillamente considerato come l’ideale mix delle caratteristiche principali delle precedenti release, più sopra delineate. La componente sinfonica è stata decisamente attenuata ed utilizzata con maggior raziocinio ed efficacia, mentre sono ricomparsi alcuni passaggi assolutamente carenti di melodia, i quali rendono i pezzi dei Misanthrope molto ostici da assimilare al primo impatto; la brutalità è rimasta intatta, anzi, il nuovo batterista Gael Feret si dimostra ottimo sostituto del pur bravo Alexis Phelipot, e alcune sfuriate velocissime fanno davvero male; la parte chitarristica, ad opera esclusiva dell’altro nuovo entrato in seno al gruppo (i Misanthrope non hanno mai registrato più di un disco con la stessa line-up), Anthony Scemama, è precisa e inappuntabile, con riff serrati e che lasciano poco spazio a sconvenienti paragoni; la performance vocale di S.A.S. De L’Argilière è sofferta, disperata e intensa come suo solito, forte di un growling molto particolare, alternato a declamazioni drammatiche e pompose. La grande novità, presente su “Sadistic Sex Daemon”, risiede però sul livello lirico: tutte le canzoni sono interpretate in francese e questo si rivela un aspetto positivo del disco, soprattutto concettualmente parlando, dato che testi, significati e metafore sono sempre stati parte basilare del progetto Misanthrope. Definito come l’”album della clandestinità”, infatti, il disco sembra rappresentare l’intento del gruppo di chiudersi entro i patri confini, in pieno spirito misantropo, cinico, masochista ed elitario, aggettivi che riflettono bene l’essenza della band e il suo essere francese al 100%. Tra divagazioni storiche (“Bonaparte” e “Sans Complaisance”, questa incentrata sulle misfatte del Terzo Reich), satanismo filosofico (“Grand Demonologue”), inni critici e ribelli contro l’attuale democrazia francese (“Révisionniste” e “Armageddon Á L’Élysée”), tematiche paranormali (“Conversation Métapsychique”) e testi cosmico-scientifici (“L’Extinction D’Une Étoile”), l’album trascorre in maniera piacevole ed esaltante, dimostrando come il gruppo si sappia rinnovare, mantenendo salde le proprie fondamenta. Non sarà certo questa recensione a cambiare le sorti dei Misanthrope, ma se doveste imbattervi in questo lavoro, spero ascolterete e apprezzerete le qualità in esso contenute. Il voto qui sotto è quello leggibile dagli esseri comuni… per i pochi iniziati alla misantropia, consiglio di quadruplicarlo!      

TRACKLIST

  1. Révisionniste
  2. Sadistic Sex Daemon
  3. La Marche Des Cornus
  4. Armageddon À L'Élysée
  5. Conversation Métapsychique
  6. Grand Démonologue
  7. L' Extinction D'une Étoile
  8. Bonaparte
  9. Sans Complaisance
  10. Le Dernier Répond
  11. Romantisme Noir
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