8.0
- Band: MISERERE LUMINIS
- Durata: 00:51:26
- Disponibile dal: 06/03/2026
- Etichetta:
- Debemur Morti
Spotify:
Apple Music:
La scena black metal del Québec, spesso indicata come Métal Noir Québécois, comprende una serie di band nate agli inizi degli anni 2000 che, seppur differenti dal punto di vista stilisitco, sono accomunate dal cantato in francese e dalla volontà di difendere la propria identità e il patrimonio culturale della loro regione.
Tra queste realtà i nomi più noti sono Forteresse, Csejthe, Neige Et Noirceur e Sorcier Des Glaces, e da questo contesto provengono anche i Miserere Luminis, nati nel 2008 su iniziativa di Icare (voce, batteria, archi), Neptune (chitarra, basso,piano) e Annatar (voce, chitarra), già membri di Sombres Forêts e Grits, altri due gruppi appartenenti allo stesso movimento musicale.
L’esordio omonimo vede la luce l’anno successivo, poi un lungo silenzio fino al 2023, quando viene pubblicato “Ordalie”, per arrivare al terzo episodio, “Sidera”, che vede il passaggio dei canadesi all’etichetta francese Debemur Morti Productions.
Quello suonato dai Miserere Luminis è un black metal molto atmosferico, contrassegnato da momenti di cruda violenza e passaggi melodici e sognanti, inseriti in un contesto fortemente drammatico; la durata dei brani oltrepassa sempre gli otto minuti, con strutture non lineari e senza traccia di ritornelli, in un accumulo di tensione latente che non esplode mai.
Le chitarre, che spesso si dissolvono in lugubri arpeggi, hanno un suono pulito e queste atmosfere fredde sono sostenute da un frequente ricorso ad intermezzi pianistici e dall’utilizzo di archi, oltre che da una voce in scream rauca e sofferta.
Uno dei pochi paragoni che possono calzare, e non solo per affinità linguistica, potrebbe essere quello con i Jours Pâles, dei quali i nordamericani paiono essere una versione più aspra ed estrema, ma nei solchi di questi brani si possono e sentire anche Negură Bunget e Cult Of Luna, utilizzando due esempi tra loro evidentemente distanti tra loro.
Se si pensa ai tratti stilistici tipici di certo black metal delle origini, i Miserere Luminis ne sono decisamente lontani, e il loro più che un assalto rozzo sembra essere un’incursione sottile e ragionata, eppure si tratta di musica profondamente radicata nel genere in quanto ad attitudine.
Una produzione nitida valorizza al meglio ogni singolo strato sonoro, integrando passaggi che vanno da tenui pennellate post-metal a dense bordate che sfiorano il depressive black metal, in una sequenza di sensazioni mutevoli che, per intensità sensoriale e libertà d’espressione, potrebbe essere equiparata ad un quadro impressionista.
Il brano che condensa tutte le peculiarità del terzetto è “De Cris & De Cendres” che, seguendo un percorso circolare, si apre con morbide sonorità da colonna sonora per subire ben presto un’accelerazione turbolenta, passare attraverso dissonanze e delicate melodie di pianoforte fino a ritornare al punto di partenza.
“Sidera” non è un ascolto immediato a causa di una ostinata e voluta omogeneità di atmosfere, ma un disco a cui va concesso del tempo per essere pienamente assimilato e che può essere considerato una fotografia di come il black metal si sia evoluto dai suoi primordi, a patto di ammettere che i principi fondamentali di questo stile musicale non siano stati traditi: la disperazione e quell’urgenza espressiva allora alimentati da un suono primitivo, che è rimasto intatto in entità quali Slagmaur, per citare un’uscita di questi giorni, vengono qui espressi tramite soluzioni eleganti e maniacale cura dei dettagli.
Con “Ordalie” i Miserere Luminis avevano messo in mostra tutte le loro potenzialità, ma “Sidera” è decisamente un salto di qualità inaspettato.
