MISERY SIGNALS – Mirrors

Pubblicato il 03/10/2006 da
voto
8.0
  • Band: MISERY SIGNALS
  • Durata: 00:49:33
  • Disponibile dal: /09/2006
  • Etichetta: Ferret Music
  • Distributore: Andromeda

Secondo episodio della saga Misery Signals e altro gran colpo per il gruppo statunitense, in virtù di un sound assolutamente personale che miscela progressive e post rock, usando come collante massicce dosi di metal-core evoluto. In altre parole, è quasi come se i Between The Buried And Me, gli Shai Hulud, i Meshuggah e i primi Hopesfall si ritrovassero per una jam session, dando vita ad un album heavy, tecnico, frenetico e complesso, che accanto a breakdown di una pesantezza allucinante propone lunghe parentesi acustiche e melodie oblique. Impossibile non rimanere affascinati dalle trame ammalianti ed evocative di “The Failsafe” o della title track, dove linee vocali veramente ben concepite, grandi intuizioni melodiche, toccanti arpeggi, aggressive aperture groovy e spiazzanti cambi di tempo dettati dal talentuoso drummer Branden Morgan si susseguono senza sosta con una coerenza strabiliante. Descrivere minuziosamente ogni singola traccia del disco sarebbe impresa ardua, tanto quest’ultimo è vario e strutturato: vi basti sapere che la forza del quintetto trapela in maniera cristallina per tutto l’arco della tracklist e che non c’è un solo episodio nel quale i nostri non mettano in mostra classe e intraprendenza. “Mirrors” non è un dischetto da ascoltare in sottofondo: di certo non è un lavoro che colpisce per accessibilità, ma col tempo svela significati sempre più profondi. Grazie alla loro sapiente stratificazione strutturale, le canzoni dell’album arrivano infatti a lambire ogni sensibilità più nascosta, dimostrando in più occasioni come la cerebralità non necessariamente si pone in contrasto con l’emotività. Prodotto egregiamente da Ben Schigel (Walls Of Jericho, Chimaira) e corredato da un artwork davvero particolare, il secondo full-length dei Misery Signals non fa rimpiangere il notevole debut “Of Malice And The Magnum Heart” (disco che era stato prodotto niente meno che da Devin Townsend!) e finisce per rivelarsi senza ombra di dubbio come uno dei lavori in campo ‘core’ più riusciti del 2006. Per tutti coloro i quali non ne possono più dei riff “svedesi” e dei forzatissimi ritornelli in voce pulita.

TRACKLIST

  1. Face Yourself
  2. The Failsafe
  3. Post Collapse
  4. Migrate
  5. One Day I’ll Stay Home
  6. Something Was Always Missing, But It Was Never You
  7. Reverence Lost
  8. Sword of Eyes
  9. An Offering to the Insatiable Sons of God (Butcher)
  10. Anchor
  11. Mirrors
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.