MISERY SIGNALS – Ultraviolet

Pubblicato il 04/08/2020 da
voto
8.0
  • Band: MISERY SIGNALS
  • Durata: 00:35:06
  • Disponibile dal: 07/08/2020
  • Etichetta: Basick Records
  • Distributore:

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“Ultraviolet” è sostanzialmente la storia di alcuni ragazzi, diventati adulti, che dopo avere cercato di fare tabula rasa del proprio passato, si riconciliano con esso per poi provare a reinventare la propria esistenza. I Misery Signals sono reduci da un’era contorta e contraddittoria: nel loro anarchico rifiuto di procedere lungo le direttive più ordinarie, in carriera hanno spesso scelto vie traverse, pagandone le conseguenze in termini di stabilità di formazione e presa sul grande pubblico. La reunion con il frontman e membro fondatore Jesse Zaraska, cantante sul superbo debut “Of Malice and the Magnum Heart”, è solo l’ultimo colpo di scena di un percorso complicato che ha visto la band nordamericana sparire e ritornare più volte negli anni, quasi a rimarcare come dietro il migliore talento creativo si nasconda spesso una forte fragilità. Ricostituita la formazione che realizzò il suddetto esordio grazie anche al ritorno del chitarrista Stu Ross, il leader Ryan Morgan torna ora con un disco che sembra più che mai consapevole della portata artistica del passato dei Misery Signals. Se il precedente “Absent Light” non aveva convinto tutti, a causa di uno sviluppo vagamente sconnesso e di tentazioni orchestrali giudicate un po’ troppo velleitarie, “Ultraviolet” riporta in primo piano quella viscerale emotività, quella spontaneità e quella compattezza riconducibili al primo periodo con Zaraska al microfono. Le trame si addensano e si dilatano con un rinnovato andamento armonico e le progressioni raggiungono picchi di lirismo senza ricorrere ad elementi estranei al classico interplay fra voce, chitarre e sezione ritmica. Le canzoni, già a partire dall’esemplificativa opener “The Tempest”, risultano dotate di una intrinseca forza suggestiva, di una particolare forma di malinconia e di magniloquenza calibrate e misurate, destinate ad entrare sotto pelle ascolto dopo ascolto. Viene dunque ripresa la portentosa formula progressive metal-core dei primi lavori, quella costituita da riff dal tecnicismo ponderato e da ineffabili vibrazioni post rock dalla spiraliforme traiettoria sonora, su cui si staglia l’aspro e passionale timbro del cantante canadese. Tutto culmina in una tracklist dalla coerente compiutezza, nella quale le spigolosità spesso appaiono smussate per favorire una narrativa struggente e un nostalgico confronto corale che nelle atmosfere rimanda più volte al materiale dei primi anni Duemila. Il suono diventa liberatorio ed episodi come “Old Ghosts” e “Some Dreams” riprendono le fila di una rinnovata e marcata coesione, sottolineando più che mai l’anima melodica del gruppo. “Ultraviolet”, anche grazie alla sua durata certo non estenuante, si conferma dunque un disco particolarmente intenso ed evocativo, attraversato dalla forza inafferrabile della vita e dei suoi cicli di continua trasformazione. Senza dubbio un esaltante punto di arrivo per una band rinvigorita dal rientro della sua line-up originale, qui nuovamente ispirata come ai cosiddetti tempi d’oro e del tutto padrona dei propri mezzi.

TRACKLIST

  1. The Tempest
  2. Sunlifter
  3. River King
  4. Through Vales Of Blue Fire
  5. Old Ghosts
  6. The Fall
  7. Redemption Key
  8. Cascade Locks
  9. Some Dreams
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