MISÞYRMING – Söngvar Elds Og Óreiðu

Pubblicato il 31/03/2015 da
voto
8.0
  • Band: MISÞYRMING
  • Durata: 00:43:14
  • Disponibile dal: 07/02/2015
  • Etichetta: Terratur Possessions
  • Distributore:

Ancora Islanda, ancora Terratur Possessions e, naturalmente, l’ennesima realtà black metal da capogiro, che va a chiudere idealmente il cerchio infernale costituito, oltre che dai presenti Misþyrming, dai compagni Carpe Noctem (con cui condividono le ottime doti del talentuoso batterista), dagli Svartidaudi e dai temibili Sinmara. Non solo una scena musicale florida e molto ispirata quindi, ma un vero e proprio collettivo artistico di musicisti che da qualche anno a questa parte hanno deciso di fondere le proprie insane visioni musicali in gruppi e progetti che sembrano veramente baciate dall’operato del maligno, tanta e la prolificità e la qualità sprigionata dalle releases di queste band. L’ultimo arrivato “Söngvar Elds Og Óreiðu”, composto quasi interamente da un giovanissimo e misterioso D.G., si riallaccia naturalmente alla natura sulfurea e malata ormai da considerarsi tradizionale per la scena islandese, aggiungendo però, o meglio riprendendo, una ricerca melodica fine e per certi versi classica, che avvicina il duo ai fondamentali lavori dei Darkthrone dell’epoca d’oro e a tutto il primo black scandinavo, profondamente influenzato da uno sviluppo delle canzoni progressivo e melodicamente molto marcato. Naturalmente l’album abbonda di arpeggi acidi, voci gravi in growl e cambi di tempo repentini ed inaspettati (basti sentire “…af þjáningu og þrá” o “Ég byggði dyr í eyðimörkinni” in tale senso), tutti elementi che permettono di definire “moderno” lo stile dei Misþyrming in linea del resto con tutto il black metal oggi concepito e prodotto, ma rispetto ai gruppi sopracitati e certamente ravvisabile un gusto meno avanguardistico e più tradizionale che risuona palese nell’opener “Söngur heiftar”, in “Endalokasálmar”, nella breve “Er haustið ber að garði” e soprattutto in “Söngur uppljómunar”, dotata di un motivo marziale ed allucinante che una volta entrato in circolo, vi possiederà totalmente per molto tempo a venire. La produzione è equamente soppesata tra un suono grezzo e poco ripulito ed una resa complessiva ben distinguibile in ogni sua parte, cosa non scontata visto il gran numero di sovra-incisioni che talvolta riempie lo spazio musicale, mentre sono bravissimi D.G. e H.R.H. nel variare metricamente lo sviluppo delle canzoni, passando con grande fluidità da tempi serrati ad agili mid-tempos, fino all’utilizzo di beat lenti e molto evocativi. Si segnala infine un ottimo utilizzo delle inquietanti partiture ambient che affiorano durante la tracklist e concludono egregiamente l’intera opera, aggiungendo phatos e malvagità ad un lavoro già di per sé disturbato e disturbante. Possiamo affermare ormai con certezza che la terra dei geyser sta donando solamente ottime uscite nel settore estremo ultimamente, e che Terratur Possessions si rivela nuovamente una fucina incredibile di realtà selezionate di assoluta qualità: un nuovo capolavoro ha visto la luce, ed il suo nome corrisponde a “Söngvar Elds Og Óreiðu”.

TRACKLIST

  1. Söngur heiftar
  2. ...af þjáningu og þrá
  3. Endalokasálmar
  4. Frostauðn
  5. Er haustið ber að garði
  6. Friðþæging blýþungra hjartna
  7. Söngur uppljómunar
  8. Ég byggði dyr í eyðimörkinni
  9. Stjörnuþoka
2 commenti
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