8.0
- Band: MITHRAS
- Durata: 00:56:16
- Disponibile dal: 21/10/2016
- Etichetta:
- Willowtip Records
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Si riaffacciano sul mercato, a ben nove anni di distanza dal loro ultimo full-length, i Mithras, tra le formazioni più eclettiche e peculiari mai partorite dalla scena death metal britannica. Un periodo di inattività preoccupante – fugacemente interrotto da una compilation e da un EP – che non sembra essere trascorso invano, almeno a giudicare dalla qualità del qui presente “On Strange Loops”. I Nostri, duo composto dal polistrumentista Leon Macey e dal cantante/bassista Rayner Cross (che nel frattempo ha abbandonato per la seconda volta la band), hanno sapientemente sfruttato il tempo a loro disposizione per raccogliere le idee, smussare gli angoli vivi delle opere passate e affinare uno stile già di per sé riconoscibile e maturo, dando oggi alla luce quello che non esitiamo a definire uno dei dischi estremi più sentiti e passionali di questo 2016. Un’opera dal sapore cosmico e futuristico, che possiede sia la profondità delle tenebre infinite, davanti a cui l’uomo non può che sentirsi minuscolo e ridicolizzato, che il calore, l’intensità di una supernova cangiante, dove i vecchi insegnamenti di Immolation e Morbid Angel si fondono a trame melodiche di inaudita audacia e personalità, catchy senza mai apparire stucchevoli. Volendo fare a tutti i costi dei paragoni, potremmo citare gli Hypocrisy dei tempi d’oro o i sottovalutati Lykathea Aflame, almeno per quanto concerne i temi trattati, la tensione sperimentale e l’utilizzo dei forti contrasti, ma si tratterebbe comunque di un discorso fallace, vista la dose di carisma sfoggiata puntualmente nel corso della tracklist. Il tocco di Macey, autore di ritmiche severissime, riff circolari pesanti quanto macigni e crescendo melodici da pelle d’oca, è inconfondibile, così come la capacità di imbastire vere e proprie ‘hit’ death metal, mentre la produzione risulta essere di gran lunga la migliore nella storia del progetto: limpida, potente, ma lontana da quel senso di artificiosità dei precedenti “Behind the Shadows Lie Madness” e “Worlds Beyond the Veil”. Qualche dubbio continua invece a suscitarlo la performance al microfono di Cross, leggermente fuori contesto se raffrontata all’eleganza del comparto strumentale, tuttavia è bene sottolineare come questa sia una sbavatura di poco conto, che nulla può di fronte al tiro e alla compattezza del songwriting. D’altra parte, l’ascolto di “On Strange Loops” non smette mai di regalare sorprese e piccoli colpi di scena, sulla scia di una proposta così maestosa da spezzare il fiato, e brani clamorosi del calibro di “When the Stars Align”, “The Statue on the Island”, “Part the Ways” e “Odyssey’s End” sono qui a dimostrarlo, punteggiando la volta celeste di luci e colori più che mai irresistibili. Premete il tasto ‘play’, chiudete gli occhi e preparatevi a volare lassù, tra le braccia di una galassia lontana lontana…
