6.5
- Band: MITHRIDATIC
- Durata: 00:42:47
- Disponibile dal: 11/03/2016
- Etichetta:
- Kaotoxin Records
Chi ha detto che per identificare i riferimenti stilistici di un gruppo ci si debba sempre scervellare? Prendiamo i Mithridatic, ad esempio, compagine francese messa recentemente sotto contratto dalla Kaotoxin Records e fautrice di un death/black dalle tinte cupe e disturbanti: se la presenza del batterista degli Svart Crown Kévin Paradis non rappresentasse già un grosso indizio, è sufficiente aspettare qualche minuto – tempo che la simil-intro di “The Supply…” ceda il passo al turbinio di riff di “…For Terror and the Crowd” – per la certezza di avere tra le mani un surrogato dei vari “Witnessing the Fall” e “Profane”, con tutti i pro e i contro del caso. Il quintetto d’Oltralpe non sembra infatti guardare altrove nella formulazione di questo “Miserable Miracle”, prendendo l’operato dei cugini, introiettandolo avidamente e rigurgitandolo senza grossi stravolgimenti per circa tre quarti d’ora di musica, in un gioco di rimandi tanto curato quanto altamente prevedibile. Come da copione, le ritmiche si barcamenano tra sfuriate serratissime e decelerazioni gravose, fungendo da base di appoggio per l’isteria delle linee vocali e per le rasoiate in odore di Morbid Angel e Marduk delle chitarre… due formazioni a cui, guarda caso, si rifanno anche i suddetti Svart Crown! Insomma, ‘personalità’ e ‘inventiva’ non possono essere definite le parole chiave della tracklist, il cui punto di forza va sostanzialmente rintracciato nella capacità di imbastire pezzi scorrevoli e ben strutturati, dove i cambi di tempo e di registro non appaiono forzati e dove un’atmosfera viscosa contribuisce a rendere più profondo e credibile il tutto. L’incedere robusto e cadenzato di “Funambule Pénitent”, memore delle mitiche “God of Emptiness” e “Where the Slime Live”, e quello più inquietante del trittico “Oxydized Trigger Sabotage”/“Dispense the Adulterated”/“Vitrified Desert”, in cui viene persino evocato il fantasma degli ultimi Mayhem, sono qui a testimoniare le doti di songwriter dei Mithridatic, band che però – almeno per il momento – non si spinge oltre un’abbondante sufficienza. Serve più carattere per distinguersi nel mare magnum di formazioni che oggigiorno si cimentano in queste sonorità.
