MIZMOR & ANDREW BLACK – Dialetheia

Pubblicato il 26/12/2020 da
voto
7.5
  • Band: MIZMOR
  • Durata: 00:30:43
  • Disponibile dal: 20/11/2020
  • Etichetta: Gilead Media
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A.L.N. è musicista impetuoso, difficile lasci trascorrere un’intera annata senza mettere la sua firma su qualche nuova uscita. Come accaduto per molti altri artisti, la pandemia non ne ha sopito l’inventiva, l’ha magari dirottata verso forme diverse, linguaggi toccati solo marginalmente in precedenza. Ecco allora che il 2020 segna per lui una pubblicazione abbastanza distante dal suo normale modus operandi. Oddio, considerando la discografia di Mizmor e altre figlianze minori, non ci stupisce che il polistrumentista dell’Oregon si sia dedicato con “Dialetheia” all’ambient/drone. Un progetto che lo vede collaborare con Andrew Black, anch’egli musicista di Portland e già nella line-up di Mizmor per i live. Black negli ultimi due anni si è dato molto da fare in veste solista, tramite pubblicazioni di varia durata attinenti al vasto e astratto universo della musica d’ambiente, quella che da una fluttuante impalpabilità fa scaturire nella mente imponderabili visioni e lascia alla sensibilità di chi ascolta ampia libertà d’interpretazione. Songwriting e registrazioni sono avvenute negli studi personali dei due personaggi in campo, un fitto scambio di file ha riempito le lunghe giornate primaverili di clausura. Ciò ha portato al raccoglimento, alla meditazione, a quella che nelle intenzioni dei musicisti americani è “un’osservazione nostalgica, rivolta alle cose del passato, dove chi guarda è allo stesso tempo un osservatore e l’oggetto dell’osservazione”.
Spoglia, minimale, non per questo troppo scarna o avara di stimoli, è la musica di “Dialetheia”, che gioca con piccole modulazioni, variazioni impercettibili, sfumature che si colgono solo con orecchio molto attento, tanti piccoli elementi aggiunti in un processo di stratificazione delle idee. A.L.N. parla della composizione del disco come di un collage: lui metteva lì un’idea, la girava a Black, costui a sua volta inseriva un’altra cosa, e avanti così, in un interscambio inedito per il duo, non uso a lavorare in queste modalità. In Mizmor le lunghe attese, le ripetizioni, il concedersi al raccoglimento, sono centrali nel discorso, intrappolano in bolle di pessimismo e dolore, prima di esplosioni tremende, un falcidiare lo spirito e il corpo, quando lo si è già torturato a sufficienza. Uno sprigionarsi di negatività assente invece in queste due tracce, magari dal retrogusto amaro, questo sì, difficilmente adombrate da vera cupezza. Evocano ambienti vasti, “Looking At | Looking Through “ e “Nostalgic Dystopian”, prive di una conformazione definita si espandono in levigati saliscendi, un sottofondo di synth e piccoli rumori concatenati per portare alla meditazione. Le incursioni di chitarra infondono un tocco più umano, togliendo un poco di freddezza all’insieme senza alterarne l’atmosfera generale.
Poche note e suoni si rimescolano in “Dialetheia”, lo fanno seguendo un chiaro filo logico, così che nonostante non vi siano passaggi carichi di enfasi o momenti vibranti, l’ascolto abbia un suo potere attrattivo abbastanza manifesto e non si fatichi a cogliere il senso di quanto suonato. I rari inserti di piano colpiscono al cuore, studiati alla perfezione per risuonare come qualcosa di necessario e non eludibile all’interno di un tale contesto. Riverberi di chitarra elettrica compaiono solo nella seconda metà di “Nostalgic Dystopian”, a suggerire una vigoria rimasta solo accennata, prima di una ricaduta nella pace. Il disco può piacere anche ai non appassionati del genere, in questo campo lo si potrebbe quasi definire ‘leggero’, sicuramente dotato di una comunicatività e un’assenza di ermetismo utili per agganciare chi apprezza Mizmor ma farebbe fatica ad approcciarsi, solitamente, a un’uscita ambient. Insomma, non un semplice divertissement da lockdown, ma un album con una sua ragione di esistere.

TRACKLIST

  1. Looking At
  2. Nostalgic Dystopian
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