MOB RULES – Rise Of The Ruler

Pubblicato il 18/08/2025 da
voto
6.5
  • Band: MOB RULES
  • Durata: 00:45:27
  • Disponibile dal: 22/08/2025
  • Etichetta:
  • ROAR! Rock Of Angels Records

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Che la nazione dove il power metal si è sviluppato e ha proliferato nella maniera più totalizzante possibile sia la Germania pensiamo sia pressoché inutile ribadirlo, ma quando una band di esperienza pluritrentennale torna nel campo in questione bisogna necessariamente fissare, ancora una volta, dei paletti.
E i paletti ‘teutonici’ sono quanto di più azzeccato, travolgente ed inebriante riguardante la materia power metal, siano essi votati alla ruvidezza heavy/speed del glorioso duo Running Wild/Grave Digger (appena gustati in quel di Cremona, fra le varie), siano essi canalizzati nella più limpida melodia e tecnica di compagini quali Helloween e Blind Guardian.
I Mob Rules si rispecchiano in una buona via di mezzo tra queste due tipologie: con il qui recensito “Rise Of The Ruler”, il sestetto della Bassa Sassonia è giunto al proprio full-length numero undici dal 1994 ai giorni nostri, dimostrando perciò con decisione l’importanza ottenuta all’interno della scena, seppur più volte messi alla gogna in questi anni a causa di un difetto di omologazione da catena di montaggio dei propri lavori; è la solita questione, se non ti chiami Motorhead o AC/DC alla lunga si dovrà fare i conti con questo aspetto, nei casi in cui la tua proposta musicale segua sempre gli stessi binari codificati ripetutamente; agli ascoltatori andrà comunque, come sempre, il giudizio finale.

“Rise Of The Ruler” dunque segna il ritorno dei tedeschi, dopo sette anni, alla pubblicazione di un LP, sotto la produzione della ellenica Rock Of Angels Records; a livello di liriche, il lavoro riprende il tema presente nei primi due album del gruppo, riguardante un mondo giunto al termine delle proprie risorse naturali, un pianeta prossimo all’estinzione.
E qui, per noi affezionati, la memoria non può che andare a ritroso nel tempo fino all’anno 2000, dove i Nostri diedero alla luce gemme come “Celebration Day” e “Hold On” andando a coronare un ottimo platter che li lanciò a vele spiegate verso notorietà e palchi decisamente importanti. Nel corso dei venticinque anni che separano “Temple Of Two Suns” dall’ultimo arrivato, i Mob Rules sono sempre rimasti fedeli al proprio suono, seguendo un vecchio slogan che recitava “True metal needs closed mind”, sottolineando che nessuno deve imporre una qualsivoglia obbligatoria evoluzione o contaminazione al nostro genere preferito.
Il problema però è che a venir meno è stata, banalmente, la qualità delle composizioni, il songwriting non è più riuscito a ripetersi su tali livelli e abbiamo avuto una sequela di prodotti modesti che possono essere apprezzati veramente solo dai cultori della materia.
“Rise Of The Ruler” non fa eccezione: prodotto dal veterano Markus Teske, l’omogeneo risultato spicca sopra la media principalmente nel singolo “Back To Savage Land”, con ottimi riff che odorano di anni Ottanta e un ritornello difficile da dimenticare almeno nell’immediato, ma ancor di più nella strutturata e melodica “Nomadic Oasis”, canzone che sicuramente esalterà la fanbase ma che ad orecchie allenate richiamerà anche gli ottimi spettri dei primi anni del millennio ricordati poc’anzi.
Poi abbiamo pezzi che funzionano, ma ‘di maniera’, come l’altro singolo “Dawn Of Second Sun” (che a onor del vero, ad ogni ascolto cresce sempre più), l’opener “Exiled” con massicci inserti orchestrali alternati ad una sezione ritmica al fulmicotone, e crediamo meriti una citazione anche “Trial And Trail Of Fear”, a tratti imperniata dal sound NWOBHM dei Saxon e a tratti (ritornello soprattutto) da quello di Lacuna Coil e similari.
Il resto è tranquillamente da tralasciare, non perché sia insufficiente ma sicuramente nulla ha da aggiungere per perorare la causa della ‘riuscita’ di questo ultimo prodotto dei Mob Rules.

Sulle prestazioni dei singoli musicisti, di nuovo, c’è poco da dire, si tratta di una line-up di professionisti indiscutibili, con però il solo cantante Klaus Dirks a fare da tramite tra la precedente era e quella attuale, ed è un peccato non essere riusciti a mantenere un briciolo di continuità interna poiché probabilmente questa avrebbe aiutato il gruppo a realizzare il vero salto di qualità che gli esordi facevano presagire.
“Rise Of The Ruler” non ruberà il cuore a nessuno, probabilmente sarà ascoltato e riascoltato da una consistente fetta di pubblico, soprattutto tedesco, dedito al power melodico, ma ad un certo punto sarà riposto sullo scaffale accanto all’inquantificabile sequela di esemplari epigoni a prendere polvere.
Detto questo, i Mob Rules proseguiranno il proprio percorso con coerenza e chi li ha supportati fino ad oggi continuerà a farlo, chi invece non li ha mai particolarmente apprezzati non si lascerà di certo convincere da questa ultima release; non ci resta che aspettare il loro prossimo passo e, nel frattempo, tributare loro un plauso per la longeva militanza nel sottobosco dell’heavy metal, che ci auguriamo continui ancora per molti anni.

TRACKLIST

  1. The Fall Of Dendayar
  2. Exiled
  3. Future Loom
  4. Dawn Of Second Sun
  5. Back To Savage Land
  6. Trial And Trail Of Fear
  7. Providence
  8. Nomadic Oasis
  9. Coast Of Midgard
  10. On The Trail
  11. Equilibrium (Rise Of The Ruler)
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