6.5
- Band: MOB RULES
- Durata: 00:43:34
- Disponibile dal: 21/08/2026
- Etichetta:
- ROAR! Rock Of Angels Records
Non abbastanza talentuosi né propensi a prestarsi alle mode del momento per poter raggiungere il vero successo, ma da sempre fidati proclamatori della musica che amano e che amiamo: i Mob Rules sono dei veterani della scena melodic heavy metal, anche se spesso vengono inseriti in maniera troppo approssimativa tra le sonorità power più classiche.
Il decimo album in studio del gruppo tedesco – “Rise Of The Ruler”, pubblicato lo scorso anno – ha segnato un bel ritorno sulle scene, con episodi ispirati che guardavano in faccia il sound più vigoroso degli esordi.
Ora, con questo “Stories From The Verdant Vale”, il gruppo raccoglie alcuni brani rimasti fuori dalla tracklist (presenti solamente come bonus track in un’edizione speciale) e lo completano aggiungendo una manciata di pezzi storici ri-registrati con la presenza di qualche ospite speciale.
Ne esce un disco riservato prevalentemente ai fan della band proveniente dalla Germania del Nord, i quali potrebbero trovare pane per i propri denti proprio perchè le sonorità di queste composizioni continuano sulla via dell’ultimo lavoro, compatte e grintose.
Non parliamo certo di pezzi da novanta, altrimenti sarebbero finiti dritti all’interno di un vero e proprio full-length, ma comunque di canzoni che – come hanno pensato gli stessi Mob Rules – sarebbe stato un peccato lasciare a disposizione di pochi.
E in effetti, dopo la breve intro, scopriamo come episodi quali “Master Of The Black Crow” e “Masquerade Ball”, entrambi spinti da ritmi sostenuti e da riff granitici, siano in grado di riportarci alle sonorità dei dischi migliori della band, come “Holloweed Be Thy Name” del 2002 – e forse ancor più ai due lavori precedenti, ovvero “Savage Land” (1999) e “Temple Of Two Suns” (2000), album che in effetti prediligevano correre rapidi concentrandosi su atmosfere più epiche e fantasy.
Parliamo quindi di composizioni dirette, le quali non si dilungano più di tanto ma tirano dritto a testa bassa, come la vulcanica “Balance O Power”, vera e propria corsa spedita, senza soste, lanciandosi su un ritornello dal buon impatto.
A completare il disco troviamo alcuni pezzi storici che, come è abbastanza in voga ultimamente – molte band hanno usato questo schema per inserire bonus track nei propri dischi (Powerwolf, Freedom Call, tra gli altri) – sono rivisti con la presenza di qualche ospite, in questo caso soprattutto nel comparto vocale.
La trionfale “Celebration Day” trova lo storico cantante degli Axxis, Bernhard Weiß, con il suo cantato che è stato certamente fonte di ispirazione per lo stesso Klaus Dirks, visto l’approccio vocale molto simile. La diretta “Insurgeria”, invece, vede la partecipazione di Udo Dirkschneider (ex Accept), il quale si inserisce con decisione con la sua inconfondibile ugola graffiante durante la seconda strofa; purtroppo la maniera in cui è strutturata questa collaborazione risulta un po’ forzata, con un risultato finale non memorabile.
Decisamente più interessante l’accoppiata successiva: in “Coast To Coast” ritroviamo il bravo cantante dello Sri Lanka, Chity Somapala, che da tempo ha fatto perdere le sue tracce ma che in passato ha collaborato con band come Firewind, Power Quest, Avalon e Civilization One, mentre la bionda cantante tedesca Amanda Somerville, con la sua ugola limpida ed angelica, dona un ottimo contributo nell’anthem “End Of All Days”.
Chi volesse scoprire i Mob Rules, con il loro heavy-power melodico abbastanza personale, dovrebbe gettarsi sui dischi sopra menzionati, mentre questo “Stories From The Verdant Vale” risulta essere un lavoro di complemento rispetto all’ultima uscita discografica, certamente pensato per dare la possibilità ad ogni loro fan di non perdersi alcuni meritevoli brani.
