MOB RULES – Tales From Beyond

Pubblicato il 30/03/2016 da
voto
7.0
  • Band: MOB RULES
  • Durata: 01:00:05
  • Disponibile dal: 18/03/2016
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

Non sono i Blind Guardian, non saranno nemmeno gli Iron Saviour o i Gamma Ray, però all’interno di quella schiera di gruppi europei heavy/power nati a partire dalla seconda metà degli Anni ’90  un loro posto i Mob Rules se lo sono di certo ricavato. Vent’anni di carriera, otto album di cui uno, “Temple Of The Two Suns” davvero molto buono e riportante tutto il sapore e l’iconografia che potevano avere i Running Wild all’epoca, sono infatti raggiungimenti importanti; e anche se la band non ha mai veramente sfondato noi ‘defenders’ con ormai una certa età li ascoltiamo sempre volentieri, memori soprattutto di quanto ci piacquero agli esordi. Nel corso del tempo c’è da dire che la formula dei Nostri è leggermente cambiata: un po’ di esplosività in meno (purtroppo!) un pizzico di sinfonicità in più data da tastiere sempre più presenti, e, recentemente, una certa devozione allo stile chitarristico degli Iron Maiden sono gli elementi che hanno spostato gli equilibri, ricollocando ipoteticamente la band dal semplice calderone power metal europeo a quello più generico dell’heavy melodico.  Ed è proprio heavy melodico quello che sentiamo in “Dykemaster’s Tale”, quasi nove minuti di cavalcata metallica che potrebbe sembrare uscita dal recente “The Book Of Souls” della Vergine di Ferro. Non stiamo scherzando, siamo a livelli non di ispirazione, ma quasi di plagio: intro arpeggiata in stile Harris con tanto di melodico assolo pizzicato iniziale e Klaus Dirk che si diverte a fare il Dickinson più narrativo… questo prima che  la canzone esploda nell’attesissimo – e scontatissimo – intreccio a due chitarre in stile  “Fear Of The Dark”. Strofe e bridge perfettamente allineati allo stile cavalcata completano il quadro di una canzone sicuramente ben composta,ben suonata e discretamente esaltante, ma con grosse carenze dal punto di vista dell’originalità. La successiva “Somerled” è introdotta, oltre che dai soliti effetti sonori rappresentanti il vento che soffia inflessibile sulle Highland scozzesi, da simpatiche (ma di certo non originali) cornamuse, il resto però prosegue senza troppa fantasia sulle coordinate di un buon power metal melodico, con un ritornello però dobbiamo ammettere veramente all’altezza e ficcante. Il resto dell’album mantiene un andamento simile: il power teutonico di pezzi come “On The Edge”, veri piatti forte della band e del disco, si alternano ai vari richiami agli Iron Maiden e anche qualcosa di più sinfonico (“Signs” può quasi essere accostata ai Savatage), e in generale questa oretta di musica heavy scorre bene, senza particolari sussulti ma anche senza eccessivi sbadigli, considerando che praticamente solo la suite che da il titolo all’album mostra alcuni passaggi a vuoto. Concludendo? I Mob Rules hanno fatto l’album che ci aspettavamo da noi: un album discreto che si inquadra in una discografia su livelli sempre discreti, e che si fa ascoltare con una certa facilità, pur senza lasciare eccessivo ricordo di sé. Siamo allineati con il precedente “Cannibal Nation”, insomma, anche se qui forse qualche pezzo risulta un po’ più scopiazzato…ma, tutto sommato, pazienza. Se tutti i dischi ‘discreti’ in campo power fossero su questi livelli faremmo certo festa tutto l’anno, quindi un bel sette ai Mob Rules possiamo anche permetterci di darglielo.

 

TRACKLIST

  1. Dykemaster’s Tale
  2. Somerled
  3. Signs
  4. On The Edge
  5. My Kingdom Come
  6. The Healer
  7. Dust Of Vengeance
  8. A Tale From Beyond (Part I: Through The Eye Of The Storm)
  9. A Tale From Beyond (Part II: A Mirror Inside)
  10. A Tale From Beyond (Part III: Science Save Me!)
  11. Outer Space
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