MØL – Diorama

Pubblicato il 12/11/2021 da
voto
7.5
  • Band: MØL
  • Durata: 00:46:30
  • Disponibile dal: 05/11/2021
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

C’erano grandi aspettative per il ritorno di una di quelle band che, all’uscita del debut, avevano destato così tanto interesse. Si, perché con “Jord” i danesi avevano subito fatto drizzare le orecchie, ponendosi subito come i nuovi Deafheaven. Ora, con il supporto del baluardo Nuclear Blast, era naturale che le cose fossero ancora più amplificate.
Cavalcando l’onda fortunata del blackgaze, i danesi ripercorrono le coordinate ormai chiave del genere, con i pattern black metal canonici, orientati verso quella pomposità di scale maggiori e aperture sognatrici. Tutto qui, vero, eppure le cose son fatte veramente per funzionare in tutto e per tutto. Già con “Fraktur” si capisce che non è certamente la purezza del black ad essere la protagonista, quanto più l’atmosfera e la melodia, che si avvicina ai buoni territori, seppur più morbidi, di certi Bosse-De-Nage. Anche gli Alcest ruotano intorno alle impostazioni dilatate della band di Kim Song Sternkopf, vero e proprio erede di George Clarke, che ci immaginiamo esaltarsi nelle sue pose teatrali proprio come il leader dei Deafheaven. Con la già nota “Serf”, presentata qualche tempo fa, le cose si fanno dannatamente convincenti: un brano, questo, impeccabile per il genere e, pur mancando, ormai, di originalità specifica, riesce a innestare un impatto che trascina l’album verso i suoi momenti più alti retti, oltre che dalla voce di Sternkopf, dall’ispirata accoppiata chitarristica di Nicolai Hansen e Frederik Lippert. Con “Vestige”, infatti, le cose aumentano ancor più di intensità, ruotando certo intorno ai soliti schemi ma portandoli a livelli sempre più evocativi e magniloquenti che andranno a bazzicare in tutti quei retaggi melodic death à la Dark Tranquillity.
I brani si settano tutti sulla durata di cinque minuti e contribuiscono ad una omogeneità specifica che è un altro dei punti di forza del disco, proprio come se i MØl volessero chiarire che la loro intenzione è quella, punto e basta: portare il black metal alla luminosità iridescente del post-rock più immediato. “Redacted” irradia infatti queste lande scure con una cascata di luce di sicuro impatto emotivo, fino ad arrivare all’ultima, epica, malinconica titletrack, che vede la partecipazione di Kathrine Shepard come voce aggiuntiva, con una prima parte quasi gothic rock da miele e lacrimucce e un finale che diventa un tripudio di blackgaze rosaceo, come ultimamente si sente spesso, eppure si attende sempre un nuovo ascolto del disco intero, perché ciò che è solido e ben fatto è comunque una sicurezza e un piacevole modo d’arrendersi e crogiolarsi nel pienamente conosciuto.
Senza l’estro – e la novità – che fu, in tempi non così lontani, di “Sunbather” e compagnia bella, “Diorama” si pone come ascolto obbligato a chi bazzica nei territori del genere, non potendo sfuggire a tutto quel manipolo di post-black aficionados, pronti a godere della magniloquenza espressiva di queste lande nordeuropee sempre più luminose.

TRACKLIST

  1. Fraktur
  2. Photophobic
  3. Serf
  4. Vestige
  5. Redacted
  6. Itinerari
  7. Tvesind
  8. Diorama
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.