MONARCH – Omens

Pubblicato il 20/02/2012 da
voto
6.5
  • Band: MONARCH (FRA)
  • Durata: 00:36:16
  • Disponibile dal: 28/02/2012
  • Etichetta:
  • At A Loss Recordings

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A leggere il biglietto da visita della band extreme-doom francese Monarch, viene subito da farsi il segno della croce. La band, già arrivata al sesto full-length, smarrito in una marea di split ed EP, annovera tra le proprie file membri degli A Year Of No Light e dei Dark Castle (nelle vesti del batterista Rob Schaffer, anche in questo caso dietro le pelli), e stavolta si fa addirittura coprire le spalle dalla possente At A Loss Recordings. Tutto sembra in ordine, insomma: il curriculum non promette assolutamente nulla di buono, e le orecchie, come impaurite solo dai credits, sembrano sanguinare già prima di aver sentito una singola nota. Poi, invece, iniziato l’ascolto e man mano che lo stesso prosegue, dobbiamo sì evitare che lo stereo ci faccia crollare addosso una libreria, per via delle vibrazioni e del volume disumano sprigionato, ma i timori iniziali ben presto si trasformano in interlocutorio e ripetitivo dondolare della testa mentre assistiamo al combo transalpino somministrarci letteralmente tre note dilatate, rallentate e zavvorate all’inverosimile e poi ripetute in serie come una sorta di pachidermico mantra andato in tilt. La voce della vocalist Emilie Bresson rappresenta senz’altro il punto focale della proposta dei Nostri e la sua delivery vocale a tratti spaventa per l’intensità e violenza con la quale ci viene somministrata. Davvero una performance sopra le righe per lei, che risulta essere a tutti gli effetti la musa ispiratrice di tutto il corollario di opprimente massacro doom che le si materializza tutt’attorno. La musica in sé, invece, stupisce meno, e con tutto il suo soffocante immobilismo non sempre sembra riuscire a tenere il passo e reggere le atmosfere evocate dalle voci completamente annichilite della Bresson. La formula dei Monarch in questo fa venire subito alla mente il delirio doom dei Bloody Panda, ma là dove la band newyorkese è sempre riuscita in maniera impeccabile a coniugare lo stile vocale inimitabile di Yoshiko Ohara con un’altrettanto delirante impianto strumentale, la band francese invece sembra essersi adagiata sugli allori di un approccio al doom metal troppo integralista e appiattito. I tre minuti di “nulla” di “Transylvanian Incantations” che separano la opener “Blood Seeress” dalla conclusiva “Black Becomes The Sun”, inoltre tradiscono anche il tentativo dei nostri di voler “riempire” in qualche modo il lavoro con qualche squarcio di colore per smorzare un tantino la ripetitività delle due tracce principali e, forse, anche per separarle in maniera adeguata per renderle distinguibili l’una dall’altra. Insomma, i trentasette minuti di “Omens” senz’altro non deludono sotto l’aspetto della pura devastazione somministrata al rallentatore, come il verbo extreme doom d’altronde richiede, ma i dubbi sull’essenzialità di un lavoro (nato tra l’altro in una scena post-metal, quella francese, fra le migliori al mondo) che sviluppa poco o niente il raggio d’azione del doom metal più estremo, quelli permangono. Lavoro qualitativamente più che dignitoso che rischia però di risultare ostico ai più e passare inosservato. Gli amanti del genere invece possono farsi sotto senza timori, specialmente se apprezzano altre realtà simili come Moss, Corrupted, Buried At Sea e affini.

TRACKLIST

  1. Blood Seeress
  2. Transylvanian Incantations
  3. Black Becomes The Sun
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